Cose da ragazze Primo ciclo

Una raccolta di consigli e curiosità sui cambiamenti del corpo e sulle prime volte.

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Come farsi venire il primo ciclo?

Quando tutte le amiche hanno già le mestruazioni, il menarca è atteso con grande trepidazione o, al contrario, con paura

Arriva il primo ciclo

Da una parte c’è chi ha fretta di “vedersi donna”, magari come le proprie amiche che hanno già il ciclo, dall’altra parte chi è spaventata all’idea di avere le prime mestruazioni e ritarderebbe il più possibile quel momento, che presto o tardi arriva per tutte.

Il primo ciclo ha un nome, si chiama menarca e arriva in genere tra i 10 e i 16 anni. Un tempo arrivava più tardi, ma negli ultimi anni l’età del primo ciclo si è anticipata, forse per la maggior esposizione ambientale agli estrogeni (fondamentalmente con la dieta). Cosa significa questo? Intanto che non vanno mai prese come termine di confronto le donne di un’altra generazione. Certo, bisogna però tenere in considerazione che sicuramente esiste una predisposizione familiare, soprattutto per quanto riguarda il menarca precoce o tardivo: se la mamma si è sviluppata presto o tardi inciderà senz’altro anche sulla figlia.

Ma ha davvero senso prendere come paragone le proprie coetanee? L’età del menarca è variabile: noi donne siamo tante e tutte diverse.

Una cosa va ricordata: le mestruazioni arrivano quando il nostro corpo è pronto per concepire. Il ciclo non dichiara la maturità psicologica o sociale di una ragazza, dice solo che è pronta dal punto di vista fisico ad avere figli e che quindi deve iniziare a pensare in modo responsabile, in particolare alla contraccezione.

Perché il primo ciclo arrivi devono esserci le condizioni fisiche ideali. Questo, soprattutto in termini di peso corporeo, di distribuzione della massa grassa e di rapporto tra massa magra e massa grassa. Infatti, le ragazze troppo magre in genere posticipano il menarca, come anche le ragazze troppo muscolose (parliamo ad esempio delle grandi giovani sportive). Al contrario, le ragazze in sovrappeso tendono ad anticipare l’avvento del menarca perché il tessuto adiposo produce estrogeni.

 

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Il primo ciclo: c’è una dieta o un esercizio?

Si può far qualcosa per anticipare l’arrivo del primo ciclo? – domandano in tante giovanissime. La sola verità è che non ci sono alimenti “curativi” in questo senso. D’altra parte, è anche vero che chi mangia più carni e latticini ha più probabilità di svilupparsi prima di un vegetariano, proprio perché questi alimenti contengono più ormoni estrogeni e anche perché facilitano maggiormente la deposizione di grasso corporeo. Certo, nessun medico consiglierebbe una dieta squilibrata in tal senso (abbuffate di carni e latticini) e per questo motivo evitiamo di alimentare false speranze ed evitiamo rimedi alimentari fai-da-te che non darebbero risultati (se non negativi in termini di salute)! Mangiare in modo equilibrato e sano è la cosa migliore che si possa fare, sempre e comunque.

Muoversi e allenarsi fa bene, ma c’è un limite oltre il quale il nostro corpo reagisce. Un esercizio fisico particolarmente intenso può essere un ostacolo all’arrivo del primo ciclo. In un secondo tempo, una volta arrivato il menarca, le atlete (o le maniache ossessionate dal fitness in modo esagerato) potrebbero poi avere problemi anche nel mantenimento di un ciclo regolare.

 

Indizi dell’arrivo (imminente) del primo ciclo

Si possono fare previsioni, ad esempio sapere se arriverà presto il primo ciclo o se invece si dovranno aspettare ancora anni? Abbiamo detto che la corporatura già ci può preannunciare qualcosa. Un secondo fattore è la comparsa della peluria ascellare e pubica. Un altro indizio della pubertà è la comparsa del bottone mammario, un piccolo bottoncino sul seno, che può comparire nelle bambine presto o tardi, indicando se potranno essere più o meno precoci anche nel ciclo.

Vediamo le tempistiche di sviluppo in media (ricordiamo che una regola non c’è!): i primi peli ascellari e pubici possono comparire introno ai 9-10 anni e un anno dopo il bottone mammario. In genere, dopo un altro anno arriva il menarca.

Come “ingannare l’attesa” del primo ciclo? Informarsi e arrivare preparate al menarca è la cosa migliore da fare. Sarebbe buona norma sapere tutto dei cambiamenti a cui andrà incontro il nostro corpo (e anche la nostra mente, in parallelo) perché se siamo ben informate, allora saremo anche in grado di gestire eventuali disagi (se dovessero presentarsi). Conoscerci bene è importante per iniziare a distinguere tra verità, falsi miti e leggende (ne circolano parecchi purtroppo! – sulle mestruazioni e la sessualità).

Ecco cosa succederà dopo il menarca. I primi cicli sono sempre irregolari, in genere non dolorosi, perché all’inizio l’ovulazione non sempre è presente e l’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio (l’apparato interessato) deve ancora maturare. Ci possono volere più o meno 5 anni perché il sistema completi la sua piena maturazione, quindi i cicli irregolari sono un po' una costante in tutte le ragazze. Da ricordare, per non allarmarsi inutilmente: sono davvero poche le giovani che vedono il loro ciclo mensile presentarsi e durare sempre nello stesso modo con puntualità.

 

Il primo ciclo: la reazione degli altri

L’arrivo del menarca è ancora considerato una specie di “rito di passaggio”, il segno evidente della trasmutazione dall’età infantile a quella adulta. In alcune culture nel mondo viene ancora festeggiato dall’intera comunità, così come in certe famiglie un po’ all’antica. Qui vogliamo dare un consiglio: informati con le donne della tua famiglia perché ci sono già passate e sono sicuramente pronte ad aiutarti, non c’è motivo per vergognarsi di comunicare con loro i tuoi dubbi!

Tornando alla società, spesso sono gli stessi gruppi di ragazze a far sentire più grandi, importanti o mature le amiche che si sono già sviluppate, escludendo un po’ dal circolo quelle che ancora aspettano il primo ciclo. È così che ci si ritrova con l’ansia di averle al più presto, dimenticando che il solo autentico scopo delle mestruazioni è dire che il corpo è predisposto a una gravidanza (che a quell’età nessuna di certo vorrebbe!).

Lo ripetiamo, al di là di questi retaggi socioculturali, la comparsa del ciclo significa diventare fertili (anche se abbiamo detto che i primi cicli sono quasi sempre irregolari perché senza ovulazione), cioè poter avere dei figli.

 

Quali cambiamenti avvengono nel corpo con il primo ciclo?

Le uova sono presenti nell’ovaio in un numero ben definito sin dalla nascita di una bambina, al momento del menarca terminano la loro maturazione. Una di queste uova mensilmente verrà liberata nella tuba, pronta per essere fecondata (il fenomeno si chiama appunto ovulazione). La parete dell’utero si prepara quindi per accogliere il futuro embrione ma, se non c’è stata fecondazione, la stessa parete si “sfalda” e fuoriesce appunto diventando la nota perdita mestruale. Si tratta quindi di sangue messo a disposizione del corpo femminile per accogliere un figlio. Se un bambino quel mese non è stato concepito, allora questo materiale non serve.

Anche in assenza di ovulazione, questa parete uterina cresce ugualmente sotto l’influsso degli estrogeni, ormoni che vengono prodotti in abbondanza dall’ovaio proprio a partire dalla pubertà. In questo momento si attivano anche l’ipotalamo e l’ipofisi, due ghiandole che abbiamo in testa, che rappresentano il “timer” del nostro sviluppo genitale.

 

Assorbenti prima del primo ciclo: possiamo provarli?

Ovviamente si può provare a indossare un assorbente esterno anche se non si ha il ciclo, per curiosità di sapere. Anche gli assorbenti interni si possono provare: le ragazze vergini possono usarli senza lacerare l’imene. Bisogna innanzitutto conoscersi ed avere un buon rapporto con il proprio corpo, compresi i genitali.

Chi altro può aiutarti a risolvere le tue perplessità? Un ginecologo al quale puoi richiedere una visita nella quale può anche solo parlare con te, senza procedere ad alcuna “ispezione”. È questo il professionista che può dirti tutto anche nel caso in cui l’attesa del primo ciclo andasse oltre i 16 anni di età, prima di quel momento non c’è bisogno – né modo - di accelerare i tempi o preoccuparsi.

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