Le risposte alle domande più frequenti

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Lui è più giovane...

Nel mio ambiente di lavoro ho conosciuto un ragazzo che all'inizio consideravo un ragazzo. E' passato un anno e le sue battute, l'allegria, la gentilezza hanno provocato una forte attrazione tra noi. Mi ha chiesto di uscire più volte con lui, ma non ho mai accettato. La ragione? Lui quest'anno compie 25 anni, e io ben 32! Questi 7 anni sono per me insormontabili. La paura di questa differenza mi provoca un'ansia ingovernabile, un vero panico, che tutto debba finire. Ho paura delle terribili conseguenze psicologiche che questo abbandono avrebbe su di me. Paura per un'eventuale vita di coppia, nella quale io non riesca a reggere questa situazione. Paura del giudizio degli altri, cosa che per me è un problema capitale in ogni aspetto della mia vita. Ho 33 anni per niente. Ho abbandonato i mie sogni professionali per dedicarmi ad un lavoro normale che mi dà solo lo stipendio. In tutte le cose che faccio cerco la perfezione, ma non ho nessuna stima di me. Cosa dovrei fare? A.

La risposta della ginecologa

Cara A.,
in sintesi: sei un esempio perfetto di paura di vivere! Per paura di sbagliare. E per paura di essere giudicata. Questo ragazzo ha già due grandi meriti: ti fa ridere e ti diverte, dono lieve e straordinario, specie quando si è tristi. E ti ha fatto toccare con mano quanto la tua vita sia paralizzata da questa tremenda insicurezza. E da questa paura che ti fa basare scelte e comportamenti non sulla verità dei tuoi sentimenti e delle tue sensazioni interiori, ma sugli aleatori giudizi degli altri. Per esempio: prima ancora di cominciare a vivere nella realtà questo amore stai già anticipando le "tremende conseguenze psicologiche" di quando lui ti lascerà. Certo, se parti con questa aspettativa, è probabile che la storia finirà davvero, per effetto di quelle convinzioni catastrofiste che ci fanno comportare in modo da volgere al peggio ogni cosa. Nessuna persona sana di mente ha oggi la certezza che un amore durerà, men che meno per sempre. Tuttavia vale la pena di vivere la realtà di un'attrazione, che può diventare amore, se un sentimento è sincero e reciproco, se l'altro/a mostra qualità umane che ci colpiscono, o che ci rallegrano. Se ha la capacità di sdrammmatizzare la vita (pregio raro) che questo ragazzo sembra avere, se regala un po' di lievità, a te, così seria e così preoccupata di essere perfetta. I coniugi Talmadge, due terapeuti americani di raro buon senso, sostengono che noi scegliamo il nostro partner (anche) per il suo potenziale terapeutico. In che senso? Che molti dei nostri innamoramenti (quando sono sani!) ci portano a scegliere una persona che per il suo carattere, il suo comportamento, la sua storia o il suo modo di fare può essere positiva per noi, per la nostra vita. Perché può aiutarci a crescere, può sciogliere le nostre paure, o fugare le nostre malinconie. E magari stimolarci ad esprimere parti di noi belle e preziose, fino a quel momento mute. In un rapporto sano, anche noi diamo qualcosa di sostanziale all'altro, magari su altri fronti. Questo non significa che l'amore sarà "per sempre", ma che vale la pena di essere vissuto perché sarà significativo per la nostra vita, per la nostra esistenza. Quanto alla differenza di età, quando si sente dentro la verità di un sentimento, e obiettivamente non si fa nulla di male a sé o ad altri, perché dovremmo temere il giudizio degli altri? Oltretutto, le coppie in cui lui è più giovane sono in crescita esponenziale e non sono affatto soggette a maggiori separazioni, anzi! A. cara, non rinunciare a questa rara opportunità di rompere il bozzolo di paure e pregiudizi in cui ti stai rinchiudendo. Dentro di te c'è una farfalla che non ha ancora iniziato il volo: lasciala vivere. Vai ad una scuola di ballo, va in palestra per fare un po’ di sano esercizio fisico in compagnia, alleggerisci un po' quel tuo stile severo, consentiti la bellezza di un sentimento fresco. Se, dopo un anno, questo ragazzo è ancora lì a chiederti di uscire, vuol dire che anche i suoi sentimenti sono profondi. E allora vivili, e viviti, con un pò più di lievità e di fiducia.

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