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Eiaculazione precoce

Nella mia vita ho avuto una sola ragazza e un problema che mi tormenta fin da giovane. Da sempre soffro di eiaculazione precoce. Al momento di avere un rapporto sessuale ero terrorizzato, conoscevo già l’esito: non riuscivo nemmeno a raggiungere la penetrazione che già crollavo. Tutto ciò si rifletteva sul mio stato d’animo, ero diventato una persona insicura che evitava il più possibile il contatto fisico per “paura del fallimento”. Ho avuto la fortuna di trovare una persona splendida che mi è stata molto vicina e che alla fine ho sposato: le cose però - da quel punto di vista - non sono cambiate di molto. Sono parecchio afflitto, mi rivolgo a lei per avere una “speranza”, per sapere se c’è un farmaco che mi possa aiutare a risolvere il mio problema. M.

La risposta della ginecologa

Caro M., non pensare di essere solo, il tuo è un problema che accomuna molte più persone di quanto tu possa pensare: l’eiaculazione precoce è infatti il più frequente problema sessuale nell’uomo. La medicina ha fatto notevoli passi in avanti sul fronte della terapia. Per poter utilizzare al meglio questi medicinali sono necessarie alcune precisazioni: innanzitutto dovrai sottoporti ad una visita uro andrologica, se non l’hai fatta recentemente. Il medico potrà così valutare la situazione della prostata e in particolare se non vi sia una prostatite subclinica, ossia un’infiammazione che può accelerare il riflesso eiaculatorio. Non essendo più un ragazzo il medico valuterà quindi anche se la precocità di cui tu soffri da sempre non sia in realtà complicata da un deficit di erezione. Se la diagnosi sarà di semplice eiaculazione precoce costituzionale potrai utilizzare un farmaco appartenente alla famiglia degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): il nome è difficile, ma può essere prescritto con tranquillità dal tuo medico di famiglia. Tra tutti è da preferire la paroxetina, che in diversi studi clinici è risultata la più efficace per migliorare l’eiaculazione precoce. Il trattamento farmacologico va iniziato a dosi basse (5 o 10 milligrammi, un quarto o mezza pastiglia), per salire fino a 20 milligrammi (aumentando il dosaggio ogni 4 giorni circa). Questo permetterà di individuare il minimo dosaggio efficace. Il farmaco può consentire di migliorare di 4-5 volte il tempo iniziale. Il primo punto da chiarire è che il 90% degli eiaculatori precoci dura meno di un minuto e di questi l’80% dura meno di 30 secondi, o, addirittura eiacula prima della penetrazione e prima di aver addirittura riconosciuto l’inevitabilità dello stimolo eiaculatorio. E’ vero inoltre che si tratta di una caratteristica geneticamente determinata, che è possibile migliorare, ma non cancellare completamente. Il livello di miglioramento va di pari passo con quello di partenza: se un uomo ha un’eiaculazione precocissima, al massimo potrà arrivare ad un tempo di 2-3 minuti, dall’inizio dell’eiaculazioni alla penetrazione. Secondo punto fondamentale è che il farmaco, di per sé, è un “sintomatico”: ossia migliora il sintomo finché lo si assume, ma non cambia la predisposizione genetica e caratteriale di base. Per ottenere effetti duraturi, che persistano anche dopo la sospensione del farmaco, è importante associare una terapia sessuologica comportamentale breve. In questo modo, con semplici esercizi, si impara a migliorare la capacità di modulare l’ansia attraverso il respiro; a riconoscere in anticipo la sensazione di inevitabilità eiaculatoria così da poterla posticipare; usare i muscoli che chiudono in basso il bacino in modo da migliorare la competenza eiaculatoria, utilizzando in modo più appropriato la muscolatura del bacino, dei glutei e della colonna. Di grande utilità può essere anche un aiuto psicoterapeutico in quei casi in cui si riscontra una forte componente psicologica. Con le giuste cure e con l’impegno personale è possibile raggiungere un maggiore controllo e una maggiore soddisfazione sia nel rapporto sessuale sia nella relazione di coppia.

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