Le risposte alle domande più frequenti

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Bulimia Sessuale

Da ragazzina ho avuto una lunga e piacevole relazione. E' finita perché entrambi volevamo vivere la vita e il mondo. Da allora ho avuto più "fidanzati" ma dopo pochi mesi mi sentivo tanto male, ingrassavo, mi lasciavo andare fino a dover interrompere tutto. Ormai non sono più una ragazza e comincio a sentirmi sola e diversa senza un fidanzato. Ho difficoltà ad avere delle amiche. Dopo pochissimo che conosco un uomo, mi sento innamorata e mi fa piacere fare sesso. Poi scopro quasi sempre di fare ai loro occhi la parte di una che "ci sta" solo perché ha voglia di far l'amore, mentre per me è un gesto di affetto, di fare qualcosa di bello che ci unisca. Purtroppo, adesso tante volte per me fare sesso è anche un modo per sciogliere la tensione, per stare meglio, per farmi passare l’ansia. Se non lo faccio e cerco di controllarmi, finisce che mi lancio sul frigorifero. Alla fin fine, è meglio un uomo di un frigorifero, no? S.

La risposta della ginecologa

Sei proprio simpatica, S.. Sì, un uomo è (quasi) di sicuro meglio di un frigorifero! Tuttavia, quando non è una scelta ma una compulsione, una sorta di ossessiva fuga in avanti per scappare dall’infelicità e dalla solitudine, forse far sesso con un uomo equivale, come significato, a svuotare un frigorifero. Forse il primo anche con più rischi, come le malattie sessualmente trasmissibili o una gravidanza indesiderata, se non si è ferree sulla contraccezione (ragazze, sempre il profilattico!). Tuttavia, S., il problema di fondo è un altro. Quando un evento negativo si ripete con desolante regolarità bisogna fermarsi e cercare di capire che cosa di noi - e non degli altri! - alimenti questa ossessiva e frustrante ripetizione. Due cose colpiscono, nel tuo racconto: l'associazione tra il disturbo alimentare e il comportamento sessuale promiscuo; e il giudizio morale che stigmatizza la tua disponibilità sessuale. Eventi che sono in realtà correlati. Mi spiego. Il tuo potrebbe essere un caso di iniziale "bulimia sessuale". Con questa espressione indico la compulsione a cercare incontri sessuali per tacitare un'angoscia di fondo che non si riesce ad affrontare sul terreno psichico. E dico iniziale perché tu mi parli anche di un reale piacere nel fare sesso, mentre la bulimia, per definizione, è una compulsione in cui non si assapora quella che si fa (sia esso il mangiare, in cui in realtà ci si abbuffa senza gusto, o il far sesso). Mi suggerisce questa possibilità il fatto che regolarmente, quando una relazione potrebbe e dovrebbe stabilizzarsi in un progetto, tu cominci a mangiare smodatamente, ingrassi, ti lasci andare: esprimi cioè in un comportamento autodistruttivo e depressivo che la relazione non sta appagando i tuoi bisogni profondi, affettivi ed emotivi. Far sesso è diventato per te un modo per farti accettare, per farti abbracciare e cercare, per sentirti viva e donna. Per una parte importante, la motivazione che ti porta a far sesso sembra essere condizionata più dal bisogno di appagare questi bisogni di affetto che non da un innamoramento vero. Ed è poi la delusione su questo bisogno d’amore che potrebbe spiegare il contraccolpo depressivo così puntuale e costante nella tua vita. Quando gli altri capiscono sempre "altro" da quello che noi intendiamo, è indispensabile metterci in discussione, senza sposare la comoda tesi della vittima o della sfortunata perseguitata dalla jella o dagli uomini profittatori. Come affrontare questo malessere che sta diventando un problema? - Con una psicoterapia: una brava terapeuta potrebbe aiutarti a comprendere quanto del tuo comportamento possa effettivamente far fraintendere i tuoi bisogni e desideri. Soprattutto, potrebbe aiutarti a rispondere al tuo vuoto interiore in un modo più consapevole, così da stimolarti a cambiare questo copione comportamentale che ormai ha già fatto il suo tempo e ti ha lasciato sola ed emotivamente più ferita di prima. - Con un leggero antidepressivo: dietro la bulimia, alimentare o sessuale, c’è sempre la depressione in agguato. Un farmaco non cambia la vita, di sicuro, ma aiuta ad affrontare meglio le difficoltà! - Con quella che io chiamo la “terapia della vita”, per sviluppare maggiore curiosità e maggiore capacità di gioia verso altri aspetti belli dell’esistenza: un corso di ballo, di inglese o di francese, di yoga o di giardinaggio o anche di cucina o di scrittura creativa; oppure cinema, musica, pittura, se hai un talento per questo e non l’hai ancora sviluppato. Per stare con gli altri in modo divertente e creativo e non sessuale; per iniziare nuove amicizie; per assaporare la poesia della vita. Considera questa terapia come un regalo che fai a te stessa: per chiudere il cerchio della dipendenza dal sesso come surrogato d'amore. E per ricominciare a voler bene davvero a te. E’ così che poi si arriva ad un amore che appaga il cuore!

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