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Il vademecum per la salute dell’apparato urinario

Prevenire infezioni urinarie

Infezioni delle vie urinarie inferiori che riguardano uretra (uretrite) e vescica (cistite) o delle vie inferiori che interessano, invece, ureteri (pielonefriti) e reni (nefriti): sono queste alcune delle più diffuse e frequenti patologie dell’apparato uro-genitale che possono colpire uomini e donne, sebbene l’incidenza sia molto superiore fra la popolazione femminile. Si stima, infatti, che circa il 20% delle donne, quindi 1 su 5, possa sperimentare nell’arco della vita un episodio di infezione urinaria o di cistite, nel 30% dei casi anche in forma ricorrente.

Perché le donne sono più esposte al rischio di problematiche del tratto urinario? Le ragioni sono diverse, un fattore importante è che l’uretra femminile è più corta rispetto a quella maschile e facilita la rapida risalita dei batteri verso la vescica. Inoltre la vicinanza anatomica fra ano e uretra favorisce il passaggio di batteri intestinali. Le infezioni urinarie però possono essere prevenute o limitate, anche nella donna, con l’adozione di comportamenti e uno stile di vita corretti.

Urologo: il medico anche delle donne.

È da sfatare la convinzione che l’urologo sia lo specialista ‘intimo’ solo dell’uomo. Infatti, è lo specialista di riferimento anche per le donne specie quando sono affette da patologie dell’apparato urinario, ovvero che non coinvolgono l’apparato riproduttivo femminile quando è più opportuno rivolgersi al ginecologo. Una visita urologica di controllo, anche a scopo preventivo, è sempre raccomandata ma è d’obbligo quando i problemi alle vie urinarie diventano ‘ricorrenti’. Dovute nella maggior parte dei casi all’azione di tre batteri - Escherichia Coli, Staphylococcus aureus e Proteus – si definiscono ricorrenti le cistiti (patologia frequente nella donna, specie in estate) o altre infezioni urinarie che compaiono più di 3 volte l’anno, o che non rispondono entro 24 - 48 ore alla terapia antibiotica, spesso la cura standard in questo tipo di infezioni, o ancora in caso di ricomparsa dei sintomi dopo 7-15 giorni dal termine dell’antibiotico mirato e assunto per un periodo adeguato.

Come riconoscere i sintomi delle infezioni urinarie? I campanelli d’allarme si fanno ‘sentire’ con dolori vescicali o lombari costanti, talvolta accompagnati anche da febbre, bruciore alla minzione (tipico ad esempio della cistite), bisogno ricorrente di urinare e sensazione di non aver svuotato completamente la vescica. Si tratta di sintomi che la donna o la mamma deve imparare a conoscere e riconoscere, perché le infezioni delle vie urinarie possono comparire, nella donna, a qualunque età: più frequentemente nelle giovani donne o nelle adolescenti dopo i primi rapporti sessuali, in menopausa al calo di estrogeni, o anche nelle bambine in cui le infezioni urinarie si potrebbero manifestare con rossori e bruciori, di norma di facile risoluzione con il consiglio del pediatra.

Il vademecum della prevenzione. L’adozione di comportamenti preventivi e di corrette abitudini associate allo stile di vita possono contribuire a allontanare il rischio di infezioni urinarie a tutte le età, i quali sono riassumibili in poche ma efficaci e fondamentali regole d’oro:

  1. Mettere in agenda, fra i controlli femminili, anche una visita uro-ginecologica. Può essere utile periodicamente, a seconda del consiglio del medico, fin dalla più giovane età, a partire dall’adolescenza o dall’inizio dell’attività sessuale. La visita potrà essere ripetuta quando necessario, come nel caso di bruciori alla minzione, o di un aumentato bisogno giornaliero di urinare superiore alle 4 volte, di presenza di ematuria (sangue) nelle urine o di perdite involontarie di urina che potrebbero essere spia di incontinenza o di altra problematica del distretto. I controlli urologici sono tanto più necessari in gravidanza, specie negli ultimi mesi, quando la compressione del feto sull’apparato può favorire l’insorgenza di cistite, pielonefriti (infiammazione acuta o cronica a livello del rene) o di altre infezioni urinarie, ma anche in menopausa cui possono sommarsi anche problematiche di prolasso vescicale, ad esempio, secchezza o altre problematiche intime.
  2. Prendersi cura dell’igiene intima, che significa lavarsi ma con le dovute accortezze. Non esagerare con i lavaggi e i detergenti, per non privare la vagina di batteri ‘buoni’ o da secrezioni che la proteggono naturalmente dall’aggressione di agenti esterni contaminanti, e facendo uso di saponi a pH neutro o specifici per il pH vaginale, in grado di tutelare anche da problemi di cattivo odore, secchezza o candidosi (un fungo vaginale). È bene comunque evitare l’uso frequente di saponi e lavande che possono rendere i tessuti più fragili esponendoli maggiormente all’aggressione di virus, batteri, microtraumi e allergeni. Occorre fare attenzione, invece, all’eventuale comparsa di secrezioni maleodoranti, torbide o che arrecano prurito o dolore vaginale le quali in questo caso potrebbero denunciare un problema urinario.
  3. Indossare indumenti intimi naturali. Cioè in fibra di cotone e comodi che non stringano eccessivamente la zona pelvica. In estate, sia al mare sia in piscina, subito dopo il bagno è consigliato cambiare il costume, per limitare quanto più possibile l’azione dei batteri che ‘sguazzano’ in un ambiente umido.
  4. Mangiare mediterraneo. Una dieta, varia, bilanciata, particolarmente ricca di frutta, verdure e di “probiotici”, quali yogurt e latticini arricchiti con fermenti lattici, può influenzare positivamente l’ecosistema del colon, potenziando le difese contro i diversi agenti infettivi. Inoltre una dieta mediterranea, prevalentemente vegetale, aiuta a ossigenare i tessuti, mantenendoli più tonici ed elastici.
  5. Non dimenticare il sesso. L’attività sessuale contribuisce infatti a preservare in salute l’apparato genitale, favorendo l'irrorazione sanguigna locale, migliorando il tono della muscolatura pelvica, aumentando la sensibilità sessuale e la soddisfazione fisica. Si raccomanda, al termine del rapporto sessuale di svuotare la vescica, attraverso l’urina si eliminano, infatti, i batteri che potrebbero essersi introdotti nell’uretra e essere causa di una potenziale infezione.
  6. Terapeuticamente, in caso di sintomi locali associati alla menopausa – come secchezza vaginale, prurito e calo del desiderio – dietro consiglio medico (del ginecologo o del professionista di riferimento) è possibile ricorrere a una terapia ormonale sostitutiva, mentre non vi sono dati di efficacia contro gli effetti dell'invecchiamento associati all’uso di prodotti a base di fitoestrogeni.

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