Ciclo mestruale Che cos'è il ciclo?

Una raccolta di tutte le risposte ai dubbi e alle curiosità sul ciclo mestruale.

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Gli stereotipi di genere dipendono anche dal ciclo?

Stop alle frasi standard e falsi miti che contribuiscono a creare stereotipi di genere: il valore della donna si misura equamente a quello dell’uomo.

stereotipi di genere

Partiamo dal significato della parola stereotipo: dal greco, stereos = rigido e typos = impronta. Gli stereotipi di genere sono quindi un insieme di credenze rigide che la società condivide in modo acritico rispetto la visione generalista delle donne. Lo stereotipo è la base da cui partono i pregiudizi, ovvero i giudizi anticipatori, nati ancora prima di conoscere, nei confronti di una persona o una situazione. Si parla spesso di pregiudizi storici, in quanto ormai radicati nel tempo, originati da credenze molto lontane dalla nostra linea temporale, ma ciò nonostante, ancora persistenti. Per superare un pregiudizio, e quindi uno stereotipo, è necessario approfondire il luogo e tempo di provenienza di quel pensiero e identificarsi nella vittima del pregiudizio stesso. Donne, femminilità, ciclo mestruale e stereotipi, dunque. Approfondiamo.


Se osserviamo i programmi trasmessi dai media tradizionali, capiremo che è evidente che esistono ancora molti stereotipi sulle donne, legati alla differenza di genere e riferiti a una società idealizzata, e che questi risultano essere penalizzanti e discriminanti nei confronti del sesso femminile.

Ecco alcuni esempi di stereotipi di genere tutt’oggi molto diffusi:

  • “Lascia stare, queste sono cose da uomini”;
  • “Una donna bella non può essere anche intelligente”;
  • “Le donne sono meno capaci degli uomini a guidare, ed eccellono meno nello sport”;
  • “La donna è brava a cucinare perché è nel suo DNA”;
  • “Ogni donna vuole essere madre perché è nella sua natura di donna”;
  • “Ogni donna ha bisogno di un uomo che si occupi di lei”;
  • “Quando una donna ha il ciclo mestruale è sempre nervosa, mangia più dolci, è troppo emotiva, non può fare il bagno né toccare le piante”;
  • “Quando una donna, in un gruppo di donne, ha le mestruazioni, anche il ciclo delle altre si sintonizza con il suo. Le donne hanno il ciclo mestruale contemporaneamente”.


Queste espressioni sessiste vengono usate nell’ambiente quotidiano e lavorativo ogni giorno. Alcune di esse sono legate al ciclo mestruale, altre meno, ma in ogni caso la figura della donna ne esce debole, fragile, meno capace, meno abbiente, sempre un passo indietro alla figura maschile.

Siamo davvero così? Perché, allora, veniamo spesso rappresentate o appellate in questo modo stereotipato?
La diffusione di messaggi fuorvianti e negativi non si ferma al marketing dei prodotti e servizi. Troviamo anche molti stereotipi di genere nelle fiabe, quelle con cui, generazione dopo generazione, siamo cresciuti e diventati adulti. Nelle favole più celebri della storia c’è sempre una principessa indifesa da salvare e, guarda caso, un uomo forte, virile e coraggioso che sfida le intemperie, le creature malvagie e luoghi ostili per liberare la fanciulla - da una torre, una maledizione, un incantesimo. Poi si sposano, “e vissero per sempre felici e contenti”. È per forza questo l’unico vero desiderio di ogni ragazza? C’è altro a cui possiamo ambire nella vita, oltre ad un uomo e una storia d’amore a lieto fine? Insomma, ogni bambina cresce con l’idea che deve desiderare un principe azzurro, che avrà sempre bisogno di lui, perché da sola non ce la farà.


E ancora, i giocattoli per le bambine sono bambolotti che raffigurano bambini veri, perché necessariamente la futura donna vorrà diventare madre. E così, le piccole vengono già abituate nei primi anni di vita ad apprezzare il senso di maternità, a ricercarlo, seppur come gioco, senza che venga loro spiegato che potranno avere la libertà di scegliere.


Questi sono solo degli esempi di stereotipi sulle donne che hanno decisamente influito sulla cultura della società in cui viviamo, e ne hanno cambiato gli schemi.


Ma che ruolo può avere il ciclo mestruale in tutto questo? Certamente il ciclo è una condiziona naturale della donna, che perdura dai 13-14 anni fino alla menopausa, intorno ai 50-55 anni. Molti stereotipi di genere sono legati al ciclo, in quanto l’uomo considera generalmente fragile la condizione fisica femminile durante le mestruazioni e la donna diventa di conseguenza il sesso debole. Molte di queste sono false credenze, miti sul ciclo che andrebbero banditi una volta per tutte.


Fra gli stereotipi sul ciclo mestruale ci sono questi: “quando ha le mestruazioni, la donna non può fare molte cose, come l’attività sportiva, il bagno in mare o in piscina, non può avvicinarsi a determinate specie di piante, non può essere sensuale perché si sente gonfia e goffa, non può avere rapporti sessuali”. Falso, falso e ancora falso. Le donne possono fare sport, immergersi in acqua pubblicamente, fare sesso (con le giuste precauzioni, ovviamente), annusare il profumo dei fiori e sentirsi bellissime, sia quando hanno il ciclo, sia quando non ce l’hanno. Le mestruazioni non tolgono valore e potenzialità. Gli esperti, del resto, lo confermano: ciclo e stereotipi femminili sono ancora troppo spesso creduti reali e vanno aboliti, altrimenti la percezione della donna continuerà a rimanere limitante.


Sebbene non sia altrettanto diffuso, c’è da dire che spesso gli stereotipi sulle donne si trasformano automaticamente in stereotipi maschili. Ossia: se “dietro a ogni uomo c’è una grande donna”, significa che l’uomo non sarebbe in grado di imporre il suo potere e realizzare i suoi progetti, se non fosse supportato e aiutato dalla sua compagna. E così la medaglia si rovescia: gli stereotipi di genere funzionano anche al contrario, e questo è un dato cruciale per il tentativo di cambiare la percezione delle donne nel nostro sistema culturale.


In conclusione, noi donne, tutte, abbiamo il diritto tanto quanto gli uomini di sentirci equamente rappresentate, ascoltate, capite e supportate.
Con il ciclo, o senza il ciclo, sappiamo mostrare grande forza, determinazione, capacità fisiche e intellettuali.
Quindi come possiamo concretamente contribuire all’abolizione, o limitazione degli stereotipi femminili? Esporsi, parlare, dire la propria opinione pubblicamente, dire “no, basta” ad un uomo che, scherzosamente o in tono più serio, fa delle osservazioni maschiliste e poco validanti per la donna.
Il vero cambiamento parte da noi, donne di tutto il mondo: mettiamo un punto (e a capo) a queste storie e falsi miti; ribelliamoci con convinzione a ogni dimostrazione stereotipata.


Una volta per tutte, stop agli stereotipi femminili.

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