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Accorgersi d’essere incinta in allattamento

Rimanere incinta subito dopo il parto è possibile? E questo anche prima che sia tornato il ciclo? Rispondiamo a questa domanda e ad altri dubbi che possono avere le neomamme

Accorgersi d’essere incinta in allattamento

Durante la gravidanza le ovaie sono inattive e quindi non avvengono ovulazioni, anche perché andrebbero ovviamente sprecate essendo la donna già incinta. Inoltre, l’assetto ormonale in questi mesi è tale da concentrare tutte le energie dell’organismo per la crescita e il nutrimento del feto.

Ma al termine della gravidanza, in seguito al parto, l’assetto ormonale cambia. Per prima cosa va a eliminare tutti gli ormoni della gravidanza, che non servono più, per iniziare a produrre quelli dell’allattamento. In particolare, l’ipofisi produce la prolattina, ormone che induce la montata lattea e la produzione di latte materno.

Dare latte al bambino stimola e aiuta l’ipofisi a mantenere la produzione di prolattina, quindi a produrre ancora altro latte. Questo è il motivo per cui si sostiene che l’allattamento esclusivo a richiesta sia il più efficace per continuare a produrre latte materno. La suzione del bambino è l’atto che stimola la produzione di latte e che porta a farne altro, ancora e ancora, finché necessario alla crescita del piccolo e finché non ci sarà un calo di produzione, perfettamente naturale e fisiologico con il passare dei mesi.

Questo ormone inibisce il funzionamento delle ovaie e non è quindi possibile restare incinta. Al contrario, le mamme che non allattano, non producendo prolattina saranno già fertili nei primi mesi post parto.

Le mamme che allattano non sono tutte uguali: perché la prolattina sia mantenuta alta - e quindi l’inibizione ovarica sia garantita - l’allattamento deve avere un ritmo molto intenso, non devono passare più di 3 ore tra una poppata e l’altra e l’ipofisi deve essere costantemente stimolata.

A volte anche questo non basta, il corpo materno impara in fretta a produrre latte anche solo con uno stimolo minimo e questo disinibisce le ovaie che tornano tranquillamente a ovulare, all’inizio con una bassa ritmicità, poi con regolarità sempre maggiore.

 

Come accorgersi di essere incinta in allattamento dopo il capoparto

Quando la gravidanza si instaura dopo il ritorno delle mestruazioni, viene scoperta prima. Questo grazie al salto mestruale che, per quanto irregolare, mette in allarme e ci dice che potremmo essere in attesa di un altro bambino. Una volta avuto il bambino non si può sapere quando l’ovaio si rimetterà in moto, non c’è una regola, non ci sono elementi per scoprirlo in anticipo. L’unico segno a dirci che l’ovulazione è evidentemente avvenuta è il capoparto la prima mestruazione.

Il ritorno del flusso avviene però dopo l’ovulazione (quando questa c’è, perché il ciclo può anche tornare ma senza ovulazione). Per questo motivo, anche le donne che stanno allattando se non prendono precauzioni possono rimanere incinte. E questo prima ancora del capoparto.

 

Ciclo e allattamento

Una domanda che molte neomamme si pongono è se il ritorno delle mestruazioni possa dare al latte un cattivo sapore. La verità è che avere il capoparto non genera alcun cambiamento nel latte materno. In generale possiamo dire che se il corpo ha le risorse per attivare il suo funzionamento, allora significa che si è perfettamente in grado di gestire allattamento e ciclo ovarico senza alterazioni, così come si è capaci di portare avanti anche una nuova gestazione.

 

Accorgersi di essere incinta in allattamento prima del capoparto

Nel caso di gravidanze ravvicinate, la nuova gravidanza viene scoperta il più delle volte casualmente e anche molto tardi rispetto alla norma. Vediamo il perché questo accade.

Proviamo a rileggere tutti i sintomi comuni di gravidanza trasposti nel periodo dell’allattamento:

  • Il seno: in questo periodo l’allattamento maschera ad esempio i sintomi mammari perché il seno è già gonfio e a volte dolente.
  • La pancia: se si è partorito da pochi mesi, probabilmente la pancia non è ancora rientrata e tornata piatta (se lo era).
  • La stanchezza: il diffuso senso di stanchezza di una neo mamma rende difficoltosa la percezione della gravidanza in atto.

Un test di gravidanza può risolvere il problema, anche se le condizioni di una donna che non ha ancora avuto il capoparto sono più complicate. Infatti, non avendo date di riferimento si finisce per farlo magari ogni 15 giorni nella speranza di ottenere un risultato certo. E questo con un notevole carico di stress che non fa bene a nessuna, tantomeno a chi abbia appena avuto un figlio del quale occuparsi.

 

Contraccettivi durante l’allattamento

Esiste una contraccezione adatta a questo momento delicato di rapporto e scambio tra mamma e neonato? Per evitare gravidanze ravvicinate indesiderate esistono pillole contraccettive a base di solo progesterone che si possono prendere tranquillamente in allattamento e che si assumono in continuo, quindi senza interruzioni. Questi farmaci non permettono né l’ovulazione né la mestruazione. Quando verrà sospeso l’allattamento, allora si valuterà con il ginecologo se cambiare terapia contraccettiva e tornare a un altro sistema ormonale oppure a un contraccettivo meccanico.

In caso di mamme, magari con più figli, che non desiderano più avere gravidanze nella vita, si può pensare di applicare una spirale al rame o una medicata al progesterone. La si adotta nel periodo postparto e rimarrà poi in sede tra i 3 e i 5 anni, a seconda della tipologia scelta.

Non dimentichiamo che il metodo contraccettivo più semplice e meno invasivo per un organismo che ha appena subito cambiamenti importanti, com’è il caso di una neomamma, resta il preservativo.

 

Gravidanze ravvicinate: sono sicure?

Il nostro organismo, se sano, gestisce senza alcun problema due (o più) gravidanze ravvicinate. Bisogna smettere di allattare il primo quando ci si scopre incinta? No, nei primi mesi non è necessario sospendere l’allattamento in corso. Attenzione però, nel caso invece vi sia stato un parto patologico - magari con alterazioni della pressione o diabete gestazionale - le cose cambiano. In quel caso sarà meglio ribilanciare la salute materna prima di una nuova gravidanza. Questo è ancora più importante in caso di un parto con taglio cesareo, dopo il quale è necessario aspettare un anno prima della nuova gravidanza.

 

Se ci si scopre incinta in allattamento bisogna smettere di allattare?

Non è una regola medica, ma di buon senso. Allattare il piccolo mentre si è in attesa del fratellino o della sorellina non è pericoloso per la salute, di nessuno: non della mamma, non del neonato, non del feto. Certo, ciascuna deve fare la sua scelta e considerare quanto sia ormai cresciuto il primogenito. Va detto che interrompere questo rituale renderà probabilmente meno traumatico l’arrivo dell’altro piccolo che richiederà moltissime attenzioni da parte della mamma e tutte le risorse presenti nel suo latte materno utili allo sviluppo di un piccolissimo. Di contro? Una questione personale. Ad esempio, molte volte un’aumentata sensibilità dei capezzoli rende difficile proseguire l’allattamento anche durante la nuova gravidanza.

Ovviamente il consiglio di decidere da sé vale esclusivamente nel caso di una gravidanza non a rischio, vissuta in piena salute e con energie sufficienti. In caso contrario, per il bene di tutta la famiglia sarà meglio interrompere l’allattamento.

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