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Pillola del giorno dopo: si può prendere più volte?

Parliamo di contraccezione d’emergenza, di quante volte si può prendere la pillola del giorno dopo e di quali sono i suoi effetti collaterali

pillola del giorno dopo quante volte

La pillola del giorno dopo si può prendere più volte? Ed esattamente, quante volte si può prendere? Sono ancora tanti i dubbi che circolano sull’uso della cosiddetta pillola del giorno dopo, che d’altra parte è disponibile in Italia solo da qualche anno a questa parte, e di cui forse non si è ancora parlato abbastanza – o con sufficiente chiarezza. Si tratta di un metodo di contraccezione d’emergenza: significa che va utilizzata solamente nel caso in cui si dovessero verificare “incidenti di percorso” con il metodo contraccettivo abituale, come ad esempio il preservativo che si rompe, il cerotto cutaneo involontariamente rimosso oppure la dimenticanza di una o più compresse del proprio blister di pillola anticoncezionale, e non come rimedio abituale. Anche se non è necessaria la prescrizione medica, e gli effetti collaterali immediati non sono particolarmente pesanti, resta un farmaco da assumere con cautela.

La prima cosa da sapere è che non esiste una sola pillola del giorno dopo: attualmente ce ne sono due diversi tipi. Una viene chiamata pillola dei 3 giorni dopo poiché la sua efficacia diventa nulla una volta passate 72 ore dal rapporto a rischio. Contiene Levonorgestrel, un ormone progestinico che agisce ritardando il momento dell’ovulazione per evitare che gli spermatozoi rilasciati durante il rapporto possano incontrare un ovulo pronto per essere fecondato; inoltre, ostacola il movimento degli spermatozoi alterando la consistenza del muco cervicale e la mobilità delle ciglia delle cellule tubariche. L’altra, di più recente introduzione, viene invece chiamata “pillola dei 5 giorni dopo” perché può essere assunta fino a cinque giorni dopo il rapporto a rischio. Contiene un preparato diverso dall’ormone progestinico, l’Ulipristal acetato, che svolge le stesse azioni del Levonorgestrel e in più crea condizioni sfavorevoli all’impianto dell’ovulo qualora dovesse comunque essere stato fecondato; questo garantisce una maggiore copertura, soprattutto in caso di assunzione nei giorni in prossimità dell’ovulazione. Nonostante i loro nomi, comunque, la tempestività nel prendere la pillola del giorno dopo rimane un fattore chiave per avere la maggior efficacia possibile. Considera infatti che il Levonorgestrel garantisce l’efficacia massima (99,5%) se assunto nelle prime 12 ore, percentuale che passa all’85% entro le 24 ore, e si attesta intorno al 50% nei due giorni seguenti. Aggiungiamo per ulteriore chiarezza che la pillola del giorno dopo non può essere considerata una copertura efficace per eventuali rapporti avuti nelle ore o nei giorni seguenti all’assunzione.

Tra il 2015 e il 2016 è stato abolito l’obbligo di prescrizione medica per la pillola dei 5 giorni dopo, che è anche quella più efficace, ma solo per chi ha raggiunto la maggior età. Significa che se sei maggiorenne potrai recarti direttamente in farmacia per acquistare la pillola del giorno dopo senza ricetta; se sei minorenne dovrai invece rivolgerti al tuo ginecologo, medico curante o al pronto soccorso per avere la ricetta prima di poter richiedere la pillola del giorno dopo in farmacia.




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Pillola del giorno dopo, quante volte si può prendere

Non esiste una risposta universale e valida per tutte a questa domanda. Sul foglietto illustrativo è riportata l’indicazione di non prendere la pillola del giorno dopo più volte nell’arco di uno stesso ciclo mestruale, perché vorrebbe dire assumere una quantità di progestinici estremamente elevata in breve tempo e questo potrebbe avere ripercussioni importanti sulla regolarità del ciclo mestruale. È sconsigliabile anche assumere la pillola del giorno dopo per più mesi consecutivi. L’abolizione dell’obbligo di prescrizione medica, infatti, non dovrebbe far pensare che se ne possa fare un uso abituale, al pari dei contraccettivi ormonali propriamente detti. In assoluto, comunque, ogni donna è libera di decidere quante volte prendere la pillola del giorno dopo nel corso della sua vita, essendo però consapevole degli effetti collaterali e della reazione del proprio corpo all’assunzione di questo farmaco.

Pillola del giorno dopo, effetti collaterali

In generale sia la pillola contenente Levonorgestrel che quella contenente Ulipristal acetato sono ben tollerate dall’organismo e non presentano molte controindicazioni, ma possono comunque avere alcuni effetti collaterali. Tra i più frequenti (che possono riguardare al massimo una persona su dieci) ci sono mal di testa o giramento di testa, indolenzimento del seno, dolori addominali, mal di schiena, dolori muscolari, senso di debolezza o affaticamento, nausea.

Più raramente (in un caso al massimo su cento) possono causare episodi di vomito o diarrea che, se dovessero capitare nelle prime due o tre ore dall’assunzione della pillola del giorno dopo, potrebbero pregiudicarne l’efficacia (la compressa potrebbe infatti essere espulsa prima che l’organismo abbia avuto il tempo di assimilarne il principio attivo). In questi casi bisognerebbe rivolgersi nuovamente al medico o al farmacista per l’assunzione di un’altra pillola del giorno dopo, muovendosi sempre nel più breve tempo possibile.

Inoltre, come tutti i farmaci per uso orale, comporta la metabolizzazione epatica, per cui una sua assunzione ripetuta affatica il fegato e a lungo andare può danneggiarlo.

Ci sono poi le ripercussioni sul ciclo mestruale, la cui regolarità viene alterata dall’introduzione di questi farmaci. La pillola del giorno dopo agisce ritardando l’ovulazione, per cui non è raro che le mestruazioni si presentino con qualche giorno di ritardo rispetto alla data prevista. Quanto ritardo? Questo dipende molto dalla fase del ciclo in cui è stata presa la pillola del giorno dopo. Un altro possibile effetto collaterale della pillola del giorno dopo è la comparsa di spotting.

Se il ritardo delle mestruazioni supera la settimana, oppure se il flusso si presenta più scarso oppure più abbondante rispetto al solito, e compaiono anche sintomi come dolori addominali, indolenzimento del seno, nausea e vomito, potrebbero essere spia del fallimento della pillola del giorno dopo ed è consigliabile fare al più presto un test di gravidanza.

Contraccezione d’emergenza: non solo pillola del giorno dopo

In passato, quando ancora non esistevano in commercio le pillole del giorno dopo, veniva utilizzata come dispositivo di emergenza la spirale al rame. Si tratta di un piccolo dispositivo in plastica avvolto da un filo di rame i cui ioni esercitano una doppia azione: inibiscono il movimento degli spermatozoi e ostacolano l’impianto di un eventuale ovulo fecondato, fattore che la rende efficace anche come contraccettivo d’emergenza fino a cinque giorni dopo il rapporto a rischio. Oggi, con l’avvento di queste pillole più sicure e meno invasive, il ricorso alla spirale al rame è ormai obsoleto, soprattutto essendo sconsigliato comunque l’inserimento nelle donne che non hanno mai avuto gravidanze precedenti.

In conclusione, pur non avendo una risposta standard alla domanda “quante volte si può prendere la pillola del giorno dopo?”, possiamo certamente consigliare di assumere questo tipo di farmaci solo con la consapevolezza dei loro effetti collaterali e sempre cercando il consulto con un medico di fiducia.

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