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Rimanere incinta: perché non riesci?

Non credere di essere la sola ad avere difficoltà nel concepire il bebè che sogni, perché non è così. Parliamo insieme delle possibili cause e di cosa puoi fare

non riuscire a rimanere incinta

“Perché non riesco a rimanere incinta?” - Sono sempre di più le donne che si ritrovano a fare i conti con questa domanda, anche perché l’essere umano non è poi così fertile se paragonato agli altri animali. È stato riportato infatti che la probabilità di concepimento per ciclo nella donna non arriva al 25%. Se si pensa che nei conigli addirittura sfiora il 100% traiamo le dovute conclusioni riguardo alle reali possibilità della nostra specie! Non è quindi così facile rimanere incinta… e subito!

Eppure, capita che per la maggior parte delle coppie il pensiero “non riesco a rimanere incinta, cosa posso fare?” diventi un tormentone già dopo il primo mese di ricerca prole senza riuscire a concepire.

Se vogliamo essere ancora più precisi e facciamo un grafico sulla fertilità nella specie umana, disegnando una curva della popolazione normale che cerca figli nel tempo, vediamo che la media della popolazione, ovvero l’apice della nostra curva, riesce a concepire dopo circa sei mesi di rapporti mirati. Ma quando allora la coppia viene definita sterile, e quando è consigliabile iniziare le prime indagini per scoprirne le cause?

 

Fertilità e infertilità

Nella pratica corrente, si parla di infertilità dopo un anno di ricerca di un figlio senza esito, periodo in cui secondo i calcoli precedenti, avrebbe dovuto concepire più del 90% delle coppie fertili. A questo punto, pur sapendo che in quasi la metà dei casi non troveremo alcuna causa, è bene procedere con esami più approfonditi. Vedremo poi più nel dettaglio quali esami siano da fare.

L’infertilità colpisce il 15% delle coppie in età riproduttiva (ben circa 6 milioni di coppie) e rappresenta un problema sempre più crescente negli ultimi anni e in tutti i paesi del mondo.

Più precisamente si riconosce un’infertilità primaria, quando la coppia non ha mai avuto figli e non è mai stata in grado di concepire; un’infertilità secondaria quando si è già verificato nella coppia un concepimento, esitato in un parto a termine, un aborto o una gravidanza extrauterina.

La fertilità raggiunge il suo apice verso i 25 anni nella donna, rimanendo costante fino ai 35 anni di età, per poi iniziare a calare progressivamente nel tempo. Anche nell’uomo, contrariamente a quello che si crede, l’età incide sulla qualità del seme, pur non essendoci un traguardo vero e proprio come invece accade nella donna che va in menopausa più o meno ad un’età ben definita.

La ricerca di un figlio viene ad oggi sempre più posticipata e sono sempre più le coppie che decidono di intraprendere una gravidanza in età più avanzata rispetto a prima; questo comporta sicuramente una riduzione del numero e della qualità delle cellule uovo e degli stessi spermatozoi come abbiamo visto.

Non riesco a rimanere incinta: perché?

Diversi fattori, tra cui l’inquinamento ambientale e lo stile di vita, giocano un ruolo fondamentale nella fertilità: ad esempio, l’abuso di sostanze come fumo e alcolici, l’uso cronico di alcuni farmaci o droghe, professioni a rischio per esposizione a sostanze tossiche o radiazioni. Anche uno stress psicofisico prolungato è in grado di ridurre transitoriamente la fertilità in una coppia, andando ad alterare sia l’ovulazione che la spermatogenesi.

In tutti questi casi, la rimozione del fattore di rischio già in sé permette di migliorare la situazione e di incrementare la fertilità dell’individuo e della coppia stessa.

Non dimentichiamoci poi quei periodi definibili di subfertilità fisiologica, come l’allattamento e la premenopausa, in cui è davvero difficile rimanere incinta.

Ma possiamo fare qualcosa per incrementare la nostra fertilità o dobbiamo aspettare passivamente che passi questo fatidico anno di ricerca per poter procedere ad ulteriori accertamenti?

 

Non riesco a rimanere incinta: cosa posso fare?

Si sente parlare in giro di posizioni per rimanere incinta, da assumere durante il rapporto per facilitare la fecondazione, o di pozioni magiche da ingerire nel periodo fertile… Vediamo di far luce su questi “rimedi della nonna”. Dopo un rapporto sessuale, gli spermatozoi depositati nel corpo femminile raggiungono la tuba in circa 5 minuti; quindi non servono assolutamente a nulla le posizioni acrobatiche antigravitazionali assunte dalla donna per favorire la risalita degli spermatozoi. È invece necessario che ci sia un numero adeguato di spermatozoi in grado di muoversi in modo rettilineo e progressivo e che abbiano una forma normale in modo da riuscire a penetrare nell’uovo quando lo incontrano!

Invece è risaputo che alcuni rimedi fitoterapici utilizzati ancora in diverse popolazioni nel mondo ed arrivati anche a noi siano in grado di migliorare la fertilità. La Maca per esempio è una pianta dell’America latina con notevoli proprietà stimolanti la fertilità sia femminile che maschile.

Senz’altro adottare uno stile di vita corretto senza troppe ansie e aumentare semplicemente il numero di rapporti a settimana (uno a giorni alterni sarebbe l’ideale!) sarebbero strategie sufficienti a metterci la coscienza a posto di aver fatto tutto il possibile per cercare un figlio.

 

Non riesco a rimanere incinta: quali esami devo fare?

Quindi abbiamo capito che per l’essere umano non è così facile rimanere incinta, che cercare un figlio è un lavoro vero e proprio e quindi bisogna incrementare l’attività sessuale e che bisogna aspettare almeno un anno di ricerca prima di procedere a fare indagini mirate.

A questo punto, passato un anno di ricerca gravidanza senza esito, vediamo quali sono gli esami utili per cercare le possibili cause di infertilità e curarle là dove possibile.

Essenzialmente sono tre gli step necessari per una corretta fecondazione: la presenza dell’uovo, la presenza dello spermatozoo, il passaggio aperto per far sì che le due cellule si incontrino, ovvero la tuba aperta.

L’uomo deve raccogliere il seme, che viene analizzato mediante lo spermiogramma, esame che permette di rilevare il numero, la motilità e le forme normali degli spermatozoi. In caso di un’alterazione di questi tre parametri è bene rivolgersi successivamente ad un andrologo, poiché esistono preparati farmacologici in grado di risanare la situazione.  Più raramente si ricorre alla correzione chirurgica di un varicocele, patologia che consiste nella dilatazione delle vene del testicolo, quando ritenuto corresponsabile.

Per valutare la qualità dell’ovulazione la donna deve fare una valutazione ormonale, mediante prelievo del sangue eseguito in fasi diverse del ciclo mestruale, unitamente ad un’ecografia transvaginale che permette di vedere la maturazione dei follicoli nell’ovaio e contemporaneamente la preparazione dell’endometrio (rivestimento interno dell’utero) all’impianto. La donna può così valutare anche la sua “riserva ovarica”, ovvero la qualità delle uova di cui dispone.

Altro esame a cui la donna deve sottoporsi è la valutazione dell’apertura delle tube (pervietà tubarica). Quest’ultima permette di studiare la sede in cui avviene l’incontro della cellula uovo e dello spermatozoo (fecondazione), e nello stesso tempo la morfologia della cavità uterina, sede dove avverrà successivamente l’impianto dell’embrione. Gli esami a disposizione attualmente che permettono di valutare questo sono l’isterosalpingografia e l’isterosonografia.

Una volta eseguiti gli accertamenti richiesti, la coppia si potrà rivolgere al ginecologo di fiducia che si occupi di infertilità per capire se ci sia una causa alla base dell’infertilità e per valutare le cure del caso.

Le cause più frequenti di infertilità sono da ricondurre a problemi dell’ovulazione o comunque a problematiche ormonali, a pari merito con il fattore maschile, quindi con un problema di spermatozoi. L’infertilità tubarica ricopre una minima percentuale dei casi.

In quasi la metà dei casi però non si trova alcuna causa e si parla di infertilità idiopatica o “sine causa” appunto.

Diversi sono i farmaci che si possono utilizzare per stimolare un’ovulazione un po' deficitaria o per sostenere la fase del ciclo carente, qualora la causa dell’infertilità fosse ormonale e comunque trattabile perché non così grave da impedire la ricerca di una gravidanza fai da te.

Qualora invece le tube fossero chiuse, o gli spermatozoi davvero compromessi da impedire un concepimento spontaneo, o alla fine non si è neanche arrivati a trovare una causa, non tutto è perduto, perché si può ricorrere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) ed aumentare così la possibilità di rimanere incinta.

Queste tecniche variano a seconda della causa che provoca l’infertilità, ma sarà il vostro ginecologo di fiducia ad inviarvi presso i centri dedicati.

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