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Pap test, quando farlo e a cosa serve?

Questo esame di diagnosi precoce, che viene fatto da noi donne per tutta la vita, è importantissimo e ha già aiutato moltissime vite

quando fare pap test

Il pap test è un esame facile e veloce, che consiste nel prelevare alcune cellule dal collo dell’utero per poter diagnosticare precocemente la presenza di un cancro e soprattutto di lesioni precancerose del tutto curabili. Questo esame permette di riscontrare anche semplici infezioni (batteriche, micotiche o virali) in corso. Nel lungo periodo che va dall’adolescenza ai 70 anni di età, moltissime donne sono ricorse con regolarità a questo prezioso strumento di diagnosi precoce che può davvero salvare la vita, cambiare la sorte (avversa) trasformando gravissimi problemi in patologie che si risolvono senza troppe difficoltà. Lo ripetiamo: può salvarti la vita. E lo ha già fatto per un numero incalcolabile di donne che al pap test devono la loro serena esistenza.

Il primo pap test: quando?

Tutte le donne che iniziano ad avere un’attività sessuale dovrebbero sottoporsi al primo pap test nel giro di due anni circa. Non c’è quindi un’età consigliata per farlo, dipende da quando si diventa sessualmente attive. Questo perché oggi si sa con certezza che il cancro del collo dell’utero è provocato da un virus, l’HPV, che si trasmette esclusivamente con i rapporti sessuali non protetti. Non ha perciò alcun senso sottoporre la donna vergine a tale esame, anzi, potrebbe risultare doloroso e traumatico. Viceversa, non bisogna aspettare i 25 anni, come generalmente si è portati a credere, poiché lo screening gratuito viene attualmente proposto dal sistema sanitario nazionale dai 25 ai 65 anni di età, se si è iniziata un’attività sessuale in adolescenza.

Pap test: ogni quanto farlo?

Il pap test andrebbe eseguito regolarmente almeno ogni tre anni. Il tuo ginecologo potrebbe anche chiederti di eseguirlo ogni due anni, o persino annualmente in presenza di fattori di rischio, soprattutto di attività sessuale promiscua o di pap test precedentemente positivi all’HPV.

Se un primo pap test ha indicato delle alterazioni cellulari – ti rassicuriamo: gran parte di queste infatti non sono malattie e regrediscono da sole in più del 90% dei casi – alcuni specialisti preferiscono fare un esame più dettagliato, la colposcopia, che consiste nella visione diretta al microscopio di eventuali lesioni (e permette di confermare la diagnosi attraverso una biopsia); in caso di risultato positivo, potresti da quel momento dover eseguire il pap test con maggiore frequenza, semestralmente o annualmente, a seconda delle indicazioni del tuo medico. Ma dei risultati del pap test ti parliamo ampiamente nei prossimi paragrafi.

Se sei incinta, il pap test non ha controindicazioni e anche in gravidanza puoi continuare a eseguirlo, sarà sufficiente avvisare il ginecologo che sei in dolce attesa, se non dovesse esserne già a conoscenza.

Pap test: quando farlo? Ciclo, sesso e controindicazioni
Il pap test è uno screening che il ginecologo non può eseguire in presenza di flusso mestruale. Per questo motivo l’appuntamento viene fissato, calendario alla mano, a qualche giorno dalla presunta fine delle mestruazioni, e comunque in una data lontana dall’ipotetico inizio del ciclo successivo. Se il tuo ciclo non è regolare e dovesse sorprenderti proprio a ridosso dell’appuntamento fissato con il ginecologo per il pap test, puoi semplicemente avvisare il tuo medico e rimandare l’esame a un altro giorno.

Se hai preso appuntamento, è buona regola astenersi dai rapporti sessuali nei giorni precedenti (tre giorni sono sufficienti). Questo non certo perché il sesso sia un’attività nociva alle cellule uterine, bensì perché residui di spermatozoi potrebbero agire sui risultati e l’esame sarebbe meno efficace. Allo stesso modo, in quel lasso di tempo sarebbe meglio evitare l’utilizzo di ovuli o lavande vaginali, deodoranti intimi e prodotti spermicidi che rischiano di nascondere la presenza di alterazioni cellulari. Al contrario, l’assunzione di contraccettivi orali o la presenza di una spirale intrauterina non sono controindicazioni a procedere a un pap test.

A cosa serve il pap test: il cancro al collo dell’utero

Tra l’utero e la vagina c’è la cervice, o collo dell’utero. Qui avvengono molteplici trasformazioni durante la vita di qualsiasi donna: mestruazioni, gravidanze e menopausa sottopongono il collo dell’utero a variazioni ormonali. Il cancro alla cervice in Italia è diagnosticato ogni anno in 3.500 donne, e tra quelle che si sottopongono ai controlli, una su 10.000 riceve una diagnosi di tumore in forma avanzata. Il tasso di mortalità è basso, l’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) che ha fornito questi dati parla dell’1%, ma non è per questo trascurabile. Il pap test è fondamentale come primo screening perché le fasi iniziali di questa malattia sono in genere asintomatiche e non vi sono quindi campanelli d’allarme chiari che possano suonare per un intervento tempestivo. 

La principale causa scatenante di cancro al collo dell’utero è l’infezione da Papilloma virus (noto anche con l’acronimo HPV) che si può contrarre attraverso i rapporti sessuali. Il corpo della donna può sbarazzarsi da solo col tempo di questa infezione senza subire danni, in altri casi invece il Papilloma virus causa alterazioni alle mucose dell’utero che possono provocare la comparsa di un tumore. Il pap test è fondamentale, ed è chiaro se si pensa che passano in media dieci anni tra l’infezione del virus e la comparsa di un cancro al collo dell’utero (questa è la stima dei medici). In tutto questo tempo il pap test è stato il solo valido strumento di diagnosi precoce utile per un intervento tempestivo.    

Papilloma virus: non solo pap test​​

Esiste il vaccino contro il Papilloma virus, proposto a tutte coloro che non hanno mai avuto rapporti, o che hanno un pap test negativo eseguito meno di un anno prima. Il Sistema Sanitario nazionale vaccina gratuitamente tutte le bambine di 12 anni per una prevenzione tempestiva. Il vaccino attualmente copre però solo alcuni ceppi di HPV, per cui chi è stato vaccinato potrebbe ancora essere esposto ad altri ceppi ed essere pertanto ugualmente a rischio di tumore. Ecco perché il pap test rimane comunque un esame da eseguire con regolarità in tutte le donne, vaccinate e non. L’utilizzo del preservativo durante i rapporti sessuali, in particolare quelli occasionali, è senz’altro utile a diminuire le possibilità di contagio da HPV.

Esiste anche il recente HPV test, che insieme al pap test è l’esame utile a rilevare infezioni potenzialmente dannose e monitorarle nel tempo. Questo esame però non è alternativo al pap test, bensì integrativo, da proporre esclusivamente in presenza di un pap test alterato, non da fare a caso. Sapere che è presente il virus, senza che ci siano alterazioni al pap test, è solo motivo di ansia e preoccupazione inutile per una donna; abbiamo detto infatti che il virus è molto diffuso e in più del 90% dei casi la donna lo elimina per suo conto.

Il pap test è doloroso?
L’esame avviene solitamente durante una normale visita ginecologica e dura meno di cinque minuti. Il medico userà un piccolo divaricatore a becco d’oca (lo speculum) insieme a uno strumento poco invasivo simile a una spatolina per raschiare via con delicatezza qualche cellula dal collo dell’utero. Il materiale raccolto verrà fissato su un vetrino e inviato ai laboratori per l’analisi patologica che in qualche giorno restituiranno i risultati. Il pap test non è quindi un esame doloroso, nel peggiore dei casi alcune donne accusano un po’ di fastidio.

I risultati del pap test
Il pap test può essere negativo: in questo caso l’appuntamento per il prossimo pap test sarà fissato negli intervalli consueti dal tuo medico, di solito dopo tre anni.

Il pap test è positivo quando vengono riscontrate delle anomalie cellulari, per indagare le quali di solito il ginecologo suggerisce di procedere a un secondo esame: l’HPV test del quale ti abbiamo già parlato o la colposcopia. Attenzione: un esito positivo del pap test non significa che sei malata; le anomalie potrebbero essere del tutto benigne o addirittura false, ad esempio dettate da infiammazioni in corso. Ma se il pap test è positivo significa che è necessario procedere ad altri esami (colposcopia, HPV test…) per indagare meglio, o che dovrai sottoporti a controlli più frequenti.

Altre infezioni: candida o altre infezioni provocate da altri microrganismi, presenza di batteri come i Coccobacilli, herpes vaginale e altri problemi possono essere evidenziati dal pap test. In questo caso il ginecologo prescriverà la terapia più adatta al caso.

Una curiosità: perché si chiama pap test?
Il nome completo del pap test è test di Papanicolaou, e prende il nome da Georgios Papanicolaou (1883-1962), medico greco pioniere della diagnosi precoce. La sua ricerca “Diagnosi del cancro al collo dell'utero tramite il prelievo di cellule vaginali” è una pubblicazione fondamentale della storia della ginecologia. Il pap test ha infatti salvato la vita a moltissime donne con un esame di semplice esecuzione che è, non a caso, lo screening oncologico più diffuso nel mondo.

 

 

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