Sessualità Da mamma a figlia

Tutti i dubbi sul tema della sessualità affrontati con competenza e senza pregiudizi.

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Sessualità e adolescenza nel mondo 2.0

Oggi, la sessualità durante l’adolescenza passa anche attraverso smartphone e internet. Ecco cosa dovrebbero sapere i genitori.

mamma e figlia adolescente

Come si vive la sessualità durante l’adolescenza al giorno d’oggi, quando le relazioni passano attraverso chat, smartphone e social network? Ecco come cambia il modo di comunicare, e quali sono le insidie di cui parlare con i teenager.

“Ci siamo conosciuti da poco in chat ma sento che tu sei già tutto per me, devi fidarti, noi due ci siamo trovati, nessuno può capirci, siamo solo io e te, anche per te è cosi? Mandami una foto, voglio vederti come non ti può vedere nessun’altro…”.

Queste poche righe d’intimità sono in realtà uno stralcio di conversazione tra una ragazza di 13 anni ed un ragazzo di 16, avvenuta in chat. Se proviamo ad allontanare lo sguardo ci accorgiamo che invece di avvenire in uno spazio reale, intimo, guardandosi negli occhi, questa conversazione sta avvenendo tra due ragazzi seduti a km di distanza, in ambienti differenti e magari in parallelo a decine di altre: se questa ragazza deciderà di postare la sua foto potrebbe mostrarsi nuda in mezzo a miliardi di occhi.

Questa realtà deve assolutamente generare allerta sul tema della sessualità nell’adolescenza, Save the Children ci comunica che in Italia il 40% dei ragazzi guarda in rete immagini o video a sfondo erotico, il 22% ha avuto rapporti sessuali con persone conosciute in chat, il 14% manda in rete proprie foto di nudo e il dato peggiora se si pensa che di questi ultimi il 10% è composto da ragazzi con meno di 15 anni.

Ma cosa è successo alla sessualità?

Succede che la rete ormai passa attraverso gli smartphone, cioè apparecchi che tutti noi ci siamo abituati a considerare uno dei nostri organi vitali, è qualcosa di nostro, di intimo, di facile, portiamo tutti un universo in tasca.

Il primo passo per i genitori e gli adulti di riferimento è proprio prendere coscienza di questo e decidere a quale età il proprio figlio sarà in grado di confrontarsi con questo universo, il secondo passo è parlare con i ragazzi.

Gli adulti non possono più permettersi di temporeggiare perché i nostri ragazzi hanno le risposte in tasca, se noi non siamo in grado di anticipare le loro ricerche e magari di impostarle insieme saranno alla mercé della rete, e non c’è parental control in grado di sostituire la sensibilità di un genitore attento e il dialogo.

In ambito di sessualità la questione è al culmine dell’importanza, i ragazzi devono costruire la propria identità sessuale confrontandosi con i coetanei, incontrandosi e scontrandosi con illusioni e frustrazioni, in modo da conoscere se stessi, le emozioni sono i loro binari.

Il problema fondamentale è che la rete non ha anima, le emozioni devono essere portate da chi la usa, gli adulti devono essere in grado di far percepire agli adolescenti le emozioni legate ai comportamenti che, attuati in rete, diventano sterili.

Per aiutarli in questa presa di coscienza è importante rendere ben esplicito ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ciò che crea gioia, timore, imbarazzo, benessere.

Un tempo era complicato andare in edicola a comprare un giornale porno, con l’aiuto dell’amico maggiorenne, e questo rendeva evidente la trasgressione implicita in questo comportamento, ora i ragazzi hanno immagini fruibili con grande facilità.

Bisogna spiegare loro cosa è la pornografia, perché non è adeguata a loro, raccontare e cercare insieme esempi di difficoltà legati ad un cattivo uso della libertà della rete. Si può iniziare a chiedere loro come si sentono quando guardano queste immagini, come immaginano se stessi in un ambito di intimità, far loro capire che la sessualità è composta di emozioni molto potenti, di imbarazzi che vengono condivisi e superati grazie all’intimità con il partner, far percepire loro che la sessualità non è fatta di azioni e performance che renderebbero il rapporto meccanico e frustrante.

Un tempo era difficile approcciare l’altro sesso, attraverso bigliettini e sguardi, ora lo schermo protegge mentre i ragazzi attuano un sexting serrato che supera di gran lunga il grado di disinibizione che avrebbero di persona. Questa disinibizione forzata viene poi trasportata nella vita reale perché gli adolescenti non hanno il coraggio di disattendere ciò che hanno scritto e si trovano intrappolati in un circolo vischioso di comportamenti artificiali e difficili da arginare che si trasformano facilmente in abusi e violenze non riconosciute come tali. Per evitare tutto questo i nostri ragazzi devono essere messi in grado di costruirsi un’etica di utilizzo della rete, un insieme di codici interiori che li guidino per il resto della vita, e possono farlo solo con il nostro aiuto.

Questo lavoro deve iniziare prima che i ragazzi abbiano accesso a devices personali, e deve continuare sempre, cosi come insegniamo ad un bambino ad attraversare la strada molto prima di lasciargli la mano e continuiamo ad accompagnarlo alle feste la sera anche se di giorno va a scuola da solo.

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