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Pubertà precoce? Ecco cosa c'è da sapere

L’età dello sviluppo arriva sempre prima per i ragazzi di oggi, come aiutarli a vivere al meglio questo momento di passaggio?

Pubertà

La pubertà non è più quella di una volta! Nel corso dell’ultimo secolo, infatti, il passaggio dall’infanzia all’adolescenza arriva sempre prima, e i figli iniziano ad assumere sembianze “da grandi” sempre più presto. Ma perché succede? È una cosa negativa? Se anche tu hai notato i primi segni di sviluppo nei tuoi figli e pensi che possano andare incontro a una pubertà precoce, qui trovi tutto quello che c’è da sapere per gestire al meglio la situazione.

La pubertà è quella fase di transizione in cui il corpo di bambine e bambini si prepara alla vita adulta: accelera la crescita di statura, gli organi sessuali raggiungono la maturità e si manifestano i caratteri sessuali secondari. In pratica, una sorta di “tempesta ormonale” da gestire con cautela.

Partiamo con qualche dato statistico: se parliamo di pubertà precoce femminile, consideriamo il fatto che oggi le ragazzine hanno la prima mestruazione tra i 10 e i 14 anni, quindi la fascia d’età di riferimento si è abbassata di circa due anni rispetto a qualche decade fa; questo ci dà indicazioni anche sull’inizio della pubertà, perché generalmente precede il menarca di un paio di anni. Per le bambine, quindi, non è più così insolito vedere i primi peli sotto le ascelle o sul pube e il primo accenno di seno intorno agli 8 anni; in questo caso si parla di pubertà anticipata, mentre è pubertà precoce se inizia a manifestarsi già a 7 anni.

Per i maschi invece, oltre alla comparsa dei peli pubici, il segnale di riferimento è l’ingrossamento dei testicoli, che è un parametro più difficile da valutare. Questo complica un po’ gli studi e le statistiche sulla pubertà maschile, che comunque si considera precoce quando inizia prima dei 9 anni.

Per avere una diagnosi di pubertà precoce, occorre indagare la situazione con l’aiuto del pediatra che provvederà a fare gli accertamenti del caso: esami del sangue per valutare i livelli ormonali, radiografia delle ossa per verificare se sia iniziata la maturazione tipica della pubertà e radiografia del polso per valutare l’età ossea, ecografia pelvica transaddominale per verificare le dimensioni dell’utero e vedere se l’attività dei follicoli ovarici sia iniziata. Solo così si può distinguere tra pubertà anticipata, che non deve impensierire troppo, e pubertà precoce.

Pubertà precoce: le cause

Ci sono diversi fattori che stanno contribuendo all’abbassamento dell’età media in cui inizia la pubertà.

Da una parte c’è il fattore genetico, per cui se la mamma ha avuto il menarca presto, anche la figlia lo avrà alla stessa età se non prima. Dall’altra ci sono fattori esterni, riconducibili al miglioramento delle condizioni di vita.

Pochi bambini oggi sono sottopeso, mentre sovrappeso e obesità (sempre più diffusi) sono fattori correlati alla pubertà precoce perché il tessuto adiposo produce estrogeni, i principali ormoni femminili, e leptina, un ormone che concorre all’avvio della maturazione sessuale. A questo proposito, anche le scelte alimentari giocano un ruolo importante nell’avvio dello sviluppo. In particolare, la carne (soprattutto bovina) contiene quantità non trascurabili di xeno-estrogeni, ovvero ormoni estranei all’organismo umano ma in grado di interagire con i nostri recettori ormonali e di influenzare la crescita. Proporre menù ricchi di frutta e verdura, con sole carni “biologiche” di origine controllata e poveri di cibi grassi e conservati diventa quindi un fattore chiave non solo per fare in modo che i bambini mantengano il peso forma, ma anche per garantire uno sviluppo più equilibrato.

Anche l’uso smodato della plastica pare avere un ruolo nell’anticipazione della pubertà. Composti chimici come gli ftalati, usati per migliorare la flessibilità dei giocattoli, e il bisfenolo che, presente per molti anni anche nei biberon per bambini, si sposta negli alimenti quando viene riscaldato, infatti, sono sostanze capaci di interagire con il sistema endocrino inducendo, tra le altre cose, un più rapido sviluppo sessuale.

L’esposizione sempre più frequente, già in tenera età, a stimoli visivi riconducibili al mondo dell’eros e della violenza in TV e sul web sarebbe un altro fattore correlato alla pubertà precoce, ma qui si entra nel campo delle ipotesi e non ci sono ancora studi che lo accertino.

Pubertà precoce: come comportarsi

La pubertà precoce non è un evento da vivere negativamente o con troppe ansie, ma è importante che i genitori intervengano tempestivamente su due fronti: da una parte il rapporto con il pediatra per monitorare lo sviluppo dei figli, dall’altra il dialogo costante con loro per prepararli ai cambiamenti in atto.

La criticità principale è proprio il contrasto tra uno sviluppo del corpo che va più veloce rispetto alla maturazione psichica ed emotiva. Un dialogo aperto e affettuoso sarà di grande aiuto per accompagnarli in questa fase di transizione, in cui rischiano di sentirsi “diversi” ed esclusi dalla cerchia dei coetanei, anche se la pubertà precoce sta diventando più comune.

Se vuoi approfondire l’argomento, leggi anche l’articolo Pubertà: domande e risposte in cui chiariamo i principali dubbi sull’età dello sviluppo.

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