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Clitoride: 5 cose che tutti dovrebbero sapere

Dalla storia all’anatomia passando per biologia e dintorni, breve lezione di educazione sessuale per imparare a conosce meglio il clitoride.

 Clitoride: tutto quello che c'è da sapere

Clitoride, questo (mis)conosciuto! False credenze e luoghi comuni circolati per secoli, ma anche testi scolastici “antiquati” e scarsa informazione, contribuiscono a fare di questa parte del corpo femminile una sorta di mistero. Proprio per questo, la ricercatrice francese Odile Fillod ha realizzato un modello anatomico tridimensionale che, a partire da gennaio 2017, sarà usato da educatori e insegnanti per le lezioni di educazione sessuale nelle scuole d’oltralpe. In attesa che anche in Italia arrivi qualcosa di simile, abbiamo messo insieme un piccolo “sussidiario” per fare chiarezza.

Storia. La scoperta del clitoride risale alla metà del ‘500 e si deve a un italiano, il professore di anatomia Matteo Realdo Colombo, che notò questa “misteriosa” protuberanza visitando una paziente. Dopo aver approfondito la questione esaminando altre decine di donne, annunciò al Preside della facoltà di Medicina la scoperta di una parte anatomica che, se stimolata, produceva strani spasmi nervosi. Colombo fu arrestato e messo sotto processo per eresia e stregoneria. Con il tramonto dell’Inquisizione, il clitoride perse l’alone oscuro di quell’epoca. L’anatomista tedesco Georg Ludwig Kobelt ne diede una rappresentazione più chiara e schematica nel 1844, ma la sua anatomia è stata approfondita adeguatamente solo nel 1998.


Etimologia. L’origine della parola clitoride non è del tutto chiara, ma si ritiene che derivi dal greco kleío, cioè chiudo, o kleís, cioè chiave, a cui si aggiunge come secondo elemento dorís, diminutivo di dorá cioè pelle, come a voler indicare l’organo come una sorta di “chiave di pelle”. Oggi, nella lingua italiana, il sostantivo si può usare sia al femminile che, per influenza del francese, al maschile.


Anatomia. Ciò che si vede dall’esterno (glande) è solo una piccola parte del clitoride, che si estende per tre quarti all’interno sviluppandosi in due radici (crure) che avvolgono entrambi i lati del canale vaginale. Tutto l’organo può arrivare a misurare 10 centimetri ed è formato da tessuto erettile molto sensibile: contiene circa 8.000 terminazioni nervose, più di qualunque altra parte del corpo – e circa il doppio rispetto al pene.


Ogni clitoride è diverso dagli altri, può essere più o meno grande, sporgente o più nascosto, così come ognuno risponde alle stimolazioni in maniera diversa (alcuni si gonfiano, altri si ritraggono sotto le labbra). Anche il posizionamento è variabile, può essere più vicino all’apertura vaginale o più lontano. Ecco perché non ne esiste uno “normale” né tantomeno “anormale”!


Biologia. Durante lo sviluppo embrionale, le cellule che formeranno il pene del feto maschio sono le stesse che formeranno il clitoride nella femmina. E infatti, i due organi sono composti dallo stesso tipo di tessuto erettile, i corpi cavernosi: durante l’eccitazione si verifica un rigonfiamento dei corpi cavernosi che costituiscono le due crure del clitoride e di conseguenza un aumento di volume della vulva femminile che genera un cuscinetto in preparazione alla penetrazione.


Seguendo i cambiamenti ormonali del corpo femminile, anche il clitoride ha un suo sviluppo: con la pubertà inizia la sua crescita, e raggiunge la sua massima lunghezza intorno ai 32 anni di età (quando sarà quasi quadruplicato rispetto a come era prima della comparsa delle prime mestruazioni). Dopo la menopausa, arriva ad essere circa sette volte più esteso rispetto a come era al momento della nascita.


Educazione sessuale. Mentre tutte le parti dell’apparato riproduttore femminile sono deputate al concepimento, il clitoride è dedicato esclusivamente al piacere. Per assolvere a questo compito, non utilizza solo le circa 8.000 terminazioni nervose di cui è dotato, ma può coinvolgerne altre 15.000 nella zona pelvica.


Sapere come è fatto e dove si trova il clitoride è importante per vivere una sessualità più libera e serena. Se hai altri dubbi o curiosità, non avere timore di parlarne con il tuo ginecologo!

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