Test della sifilide (TPHA): che cos’è e quando farlo?

La sifilide è un'infezione sessualmente trasmissibile oggi facilmente diagnosticabile e curabile, ma pericolosa se trascurata. La prevenzione si basa sull'uso del preservativo, mentre la diagnosi precoce tramite test specifici è fondamentale per bloccare il contagio e prevenire danni importanti per la salute. Chi ha avuto rapporti non protetti e sospetta di aver contratto la sifilide può ricorrere a dei test: ecco come e quando farli.

Test per la sifilide

In questo articolo:

Perché viene fatto il TPHA?

In molti pensano che la sifilide sia una malattia che appartiene a un lontano passato e che solo sentir parlare di un “test per la sifilide” metta paura. Invece è bene rendersi conto che è ancora molto diffusa e che bisogna conoscerla, soprattutto per prevenirla. Non è una patologia da prendere alla leggera perché interessa il sistema nervoso e può portare a un decorso infausto se non curata tempestivamente. Vale davvero la pena non sottovalutarla, soprattutto considerando che la sifilide è cresciuta tra gli italiani di ambo i sessi di oltre il 400% dal 2000 a oggi.

 Oggi il test per la sifilide è semplicissimo da eseguire e, nel dubbio, non c’è motivo per non procedere a questo esame. La sifilide è una malattia a trasmissione sessuale e l’uso del preservativo durante i rapporti è la migliore prevenzione.

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Come avviene la trasmissione della sifilide e quali sono i sintomi

La sifilide si trasmette per contatto cutaneo con le ulcere infette (genitali, rettali o boccali), spesso indolori e invisibili per lungo tempo. L'infezione inizia solitamente con una pallina sottopelle che scompare, seguita da una fase di latenza e poi da segnali come pustole, macchie su mani e piedi, febbre e malessere generale. Se non curata, la malattia progredisce fino alla fase terziaria, che può causare danni serissimi e addirittura la morte.

Quando e come eseguire i test diagnostici per la sifilide

La sifilide ha un'incubazione di 2-12 settimane. I test principali sono il VDRL e il TPHA; quest'ultimo è attendibile dopo circa 40-70 giorni dal contagio. In presenza di sintomi, però, non bisogna aspettare: è necessario rivolgersi subito a un medico per una visita immediata.

Tipologie di test e screening

Il test VDRL è veloce ed economico, eseguibile anche prima di 40 giorni, ma può dare falsi positivi che richiedono conferme (come EIA, FTA-ABS o RPR). Sebbene esistano test di auto-diagnosi domestici, questi non offrono le stesse garanzie di un laboratorio medico. Per una diagnosi sicura, è fondamentale rivolgersi a un medico, un ginecologo o ai centri specializzati in malattie veneree, dove è possibile richiedere l'esame anche in forma anonima.

Come prevenire la sifilide: l’importanza del preservativo

L’uso del preservativo e un test diagnostico fatto presto possono scongiurarne la diffusione. Infatti, la persona infetta (uomo o donna che sia) potrebbe essere ignara di avere la sifilide, soprattutto in un primo stadio della malattia quando i sintomi sono lievi, spesso confondibili con altro e nella fase latente in cui sono addirittura assenti i sintomi. Quindi potremmo incontrare un soggetto del tutto inconsapevole di essere a rischio e di essere un rischio (per gli altri), pur essendo già capace di trasmettere la malattia al partner durante un rapporto non protetto, eterosessuale oppure omosessuale. Ricordiamo che le malattie a trasmissione sessuale non fanno distinzione di orientamento.

Test della sifilide

 

I rischi della sifilide non trattata

Una sifilide non diagnosticata e non trattata in modo tempestivo può nel tempo andare a danneggiare il sistema cardiocircolatorio, organi come il fegato, il cervello che è esposto a danni anche irreversibili, ossa, articolazioni e capacità motorie.

Gestione del risultato positivo e terapia

Il risultato positivo: se il test di conferma definitivo riscontrerà la presenza del batterio che causa la sifilide, si sarà sottoposti a una terapia antibiotica, la più comune è a base di penicillina. In questo caso dovranno essere avvisati tutti i partner sessuali degli ultimi tre mesi (dalla comparsa dei sintomi) perché possano a loro volta procedere a un esame diagnostico. Si diventa immuni alla sifilide dopo averla curata? No, le precauzioni continuano perché ci si può ammalare più volte nel corso della vita.

FAQ – Domande frequenti sulla sifilide

Come si trasmette la sifilide?

La trasmissione avviene attraverso il contatto cutaneo con le ferite (ulcere) provocate dall'infezione, che possono trovarsi nelle zone genitali, rettali o in bocca.

Qual è il primo sintomo a cui prestare attenzione?

Il primo segnale è spesso una piccola "pallina" sottopelle, non dolorosa, che compare circa due settimane dopo il contatto nella zona interessata.

È possibile avere la sifilide senza saperlo?

Sì. Le lesioni iniziali spesso non sono visibili e non causano dolore. Inoltre, la malattia attraversa fasi di latenza in cui i sintomi sono del tutto assenti.

Dopo quanto tempo dal rapporto a rischio si può fare il test?

Il tempo di incubazione varia tra 2 e 12 settimane. Per una buona attendibilità, il test TPHA è consigliato dopo circa 40 giorni, preferibilmente 70, dal contatto. Se però sono presenti sintomi, la visita medica va fatta immediatamente. 

La sifilide è curabile?

Sì, viene trattata con una terapia antibiotica (solitamente penicillina). Tuttavia, la cura non rende immuni: è possibile contagiarsi nuovamente nel corso della vita. 

Cosa succede se la malattia non viene curata?

Se trascurata, può raggiungere la fase terziaria, causando danni irreversibili a cervello, cuore, fegato, ossa e articolazioni, fino a portare alla morte.

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