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Si può rimanere incinta da vergine?

Chiariamo quali possibilità ci sono di rimanere incinta anche senza penetrazione, o con una penetrazione incompleta

Verginità e gravidanza

È possibile rimanere incinta da vergine, senza che ci sia stata una penetrazione vera e propria? Per rispondere a questa domanda è necessario chiarire diversi punti circa la verginità, infatti il termine verginità viene riferito ad una donna che non ha mai avuto rapporti sessuali, ma si riferisce anche ad una specifica parte dei genitali denominata imene, che si trova alla radice delle piccole labbra, sulla linea di passaggio tra vulva e canale vaginale e si presenta come una piega mucosa che crea una sottile membrana. 

 

Cosa significa essere vergine

L’imene è una struttura che segna un confine. Contiene una discreta quantità di vasi sanguigni ma pochissima innervazione sensibile e una struttura fibrosa di sostegno, ricca di fibre elastiche. Ha forme variabili: a semiluna, a setto verticale, ad anello, cribriforme (cioè attraversata da piccoli fori) ma può anche essere del tutto assente. Ha anche elasticità e consistenza estremamente variabili. 

La funzione dell'imene non è chiara, probabilmente è una protezione verso i genitali interni, infatti vagina ed uretra sono canali che mettono in comunicazione l'interno del corpo con l'ambiente esterno, e le possibili infezioni che vi abitano. L'imene quindi riduce il rischio di infezioni durante la vita prepubere delle bambine e fino al periodo in cui aprendosi ad una sessualità attiva si presume che la donna sia più attenta alla cura di sé. 

Durante i primi rapporti sessuali, l'imene può andare incontro a lacerazione, oppure essere così elastico da non subire particolari cambiamenti, e pian piano allinearsi alle pareti vaginali andando quasi a scomparire, lasciando solo piccoli lembi di sé detti caruncole imenali. Ma può anche rimanere conservato e semplicemente essere abbastanza elastico da permettere la penetrazione.

Un dato importante della descrizione della "verginità" è che contiene piccoli capillari sanguigni, perciò può dare perdite di sangue durante i primi rapporti, ma non contiene quasi nervi, perciò non genera dolore. 

Le perdite di sangue possono essere di intensità molto variabile, se hai in mente come può sanguinare un micro capillare del naso quando si rompe, potrai immaginare che anche questi capillari possano dare un’abbondante perdita di sangue senza che questo abbia alcun significato negativo per la salute. 

Detto ciò risulta evidente che se si interpreta la presenza dell’imene come segno di verginità, una donna che abbia sviluppato una gravidanza in seguito a rapporti con penetrazione incompleta, senza la compromissione o la lacerazione dell’imene, potrà avere la sensazione di essere rimasta incinta pur essendo ancora vergine.

Si può rimanere incinta senza penetrazione?

Ora proviamo ad approfondire i meccanismi della fecondazione. Per dare il via ad una gravidanza è necessario che gli spermatozoi che vengono emessi durante l’eiaculazione, ma anche attraverso perdite pre-eiaculatorie durante il rapporto e la stimolazione del pene, giungano fino all’ovulo. Per ottenere una gravidanza l’ovulo deve trovarsi disponibile all’interno della tuba di Falloppio, dove giunge solo a metà del ciclo ovarico, dopo l’ovulazione, e vi rimane per 48 ore, quindi per avere successo nella fecondazione è necessario che il pene giunga più vicino possibile alla cervice uterina in modo da spingere gli spermatozoi con una certa velocità attraverso la cavità uterina fino alla tuba dove, nel periodo periovulatorio, sarà in attesa l’ovulo.

Più distante verrà eiaculato lo sperma più difficile sarà la fecondazione, ma non impossibile, infatti esistono casi in cui per non alterare lo stato dei genitali femminili l’eiaculazione viene espletata volontariamente accostando il pene all’introito vaginale senza agire la penetrazione o con penetrazione incompleta, questo rende la gravidanza statisticamente più difficoltosa da ottenere, ma non impossibile.

Questo stesso meccanismo si può verificare involontariamente, magari durante un momento di petting reciproco, che porti all’eiaculazione, se questa avviene in prossimità dell’introito vaginale non si può escludere il rischio di una gravidanza.

Questo può avvenire in particolare se la masturbazione avviene con lo sfregamento dei genitali in modo reciproco, come a simulare un rapporto completo, portando facilmente ad una eiaculazione proprio nella zona dell’introito vaginale; la possibilità può aumentare se si verifica un orgasmo anche per la donna, in quanto la contrazione dei muscoli vaginali può aiutare la risalita degli spermatozoi. Un altro meccanismo può essere l’introduzione in vagina delle dita che abbiano tracce di eiaculato, questo potrebbe non provocare l’alterazione dell’imene ma trasportare sperma all’interno della vagina.

 

Verginità e gravidanza: un binomio possibile?

A queste andranno ovviamente sommate tutte le gravidanze ottenute in pazienti vergini tramite procreazione medico assistita, ove la gravidanza può essere ottenuta senza alcuna alterazione dell’imene, e la procreazione viene completamente scissa dalla sessualità.

In uno studio americano è stato arruolato un gruppo di donne rappresentativo a livello nazionale, tra queste è emersa una percentuale di 0,8% donne con una storia di gravidanza senza perdita della verginità e non sottoposte a procreazione medico assistita.

Queste donne presentavano caratteristiche di alta attenzione alla castità e alla responsabilità alla procreazione, che indica una scarsa capacità di comunicare con i figli in relazione alla sessualità e alla contraccezione. 

A questi casi si possono aggiungere donne che non abbiano ricevuto adeguate informazioni sulla modalità del rapporto sessuale, perciò non hanno percezione di averne vissuto uno completo per inconsapevolezza.

In tutti questi casi siamo di fronte quindi a donne che in realtà hanno una vita sessuale attiva, e il concetto di verginità viene spinto il più possibile nella sua connotazione organica.

In realtà dovrebbe essere abbastanza evidente che il concetto di verginità sia più astratto e psichico che non anatomico, quindi una donna vergine dovrebbe essere intesa come colei che non ha avuto alcun rapporto sessuale con il partner. In un senso più ampio del termine, il termine "verginità" indica uno stato di purezza, di intoccabilità. Lo stato di verginità è in alcune culture considerato un valore morale, in particolare dove i rapporti sessuali pre-matrimoniali sono osteggiati in funzione di determinate prescrizioni sociali o religiose.

Un fattore importante quando si valuta la capacità riproduttiva dell’essere umano è che in questo ambito esiste una strana contraddizione, infatti se la priorità di ogni essere vivente è quella di sopravvivere come individuo, la seconda è quella di sopravvivere come specie, quindi di procreare, questo mette la capacità di riprodursi ai primi posti della potenzialità del nostro organismo, ma ciò non toglie che la probabilità di concepimento tra due persone sane che hanno un rapporto mirato nel periodo fertile si aggira intorno al 15%, perciò piuttosto basso.

Questa strana contraddizione ci fa comprendere che la sessualità e la riproduzione sono argomenti da trattare con estrema attenzione, perché il corpo potrebbe superare ostacoli apparentemente complessi, come un rapporto non completo o una eiaculazione non avvenuta, e porci di fronte ad una gravidanza indesiderata come invece può metterci di fronte a lunghe attese infruttuose quando andiamo incontro ad una ricerca di prole con rapporti completi e liberi finalizzati alla gravidanza.

Per ovviare esperienze inaspettate e non desiderate è sempre necessario vivere la propria sessualità con consapevolezza, informarsi ed informare i ragazzi adeguatamente, in particolare su tutto ciò che concerne la contraccezione e gli strumenti che aiutano in una gestione sicura e serena della propria vita sessuale e potenza procreativa. Per approfondire l’argomento, ti suggeriamo di leggere anche l’articolo Imene questo (s)conosciuto.

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