Ciclo mestruale Che cos'è il ciclo?

Una raccolta di tutte le risposte ai dubbi e alle curiosità sul ciclo mestruale.

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Estrogeni & co: tutto sugli ormoni femminili

Quali sono gli ormoni che regolano ciclo mestruale, gravidanza e menopausa?

Donne

A partire dalla pubertà, il corpo femminile inizia a produrre una serie di ormoni sessuali che poi accompagnano tutte le fasi della vita di una donna. Questi ormoni femminili si comportano come dei “messaggeri” che danno l’avvio allo sviluppo dei caratteri sessuali secondari e regolano l’attività degli organi riproduttivi. Ogni donna impara presto che influenzano mille altri aspetti, non solo fisici ma anche emotivi. I più noti sono estrogeni e progesterone, ma ci sono altri nomi da conoscere per comprendere meglio cosa succede nel nostro corpo durante il ciclo mestruale, la gravidanza e la menopausa.

Facciamo chiarezza insieme, partendo innanzitutto dalle basi: gli estrogeni hanno il loro ruolo principale nella prima fase del ciclo mestruale, quando un ovulo matura e l’endometrio si prepara ad accoglierlo nel caso in cui venga fecondato; nella seconda parte entra in gioco il progesterone, che stimola ulteriormente l’ispessimento delle pareti dell’utero per un’eventuale gravidanza. Passiamo quindi a vedere nel dettaglio quali sono gli ormoni femminili e le loro funzioni.

Estrogeni

Iniziamo dagli estrogeni, i principali ormoni sessuali femminili, responsabili dello sviluppo dei caratteri sessuali primari e secondari, come il seno, l’allargamento del bacino, l’accumulo di tessuto adiposo nei punti “giusti”, ma anche l’aumento del desiderio. La produzione di estrogeni avviene principalmente ad opera dei follicoli ovarici e della placenta, e in quantità minore da altri organi come il fegato e le ghiandole surrenali (quest’ultima è l’unica fonte che si mantiene dopo la menopausa); è regolata durante l’ovulazione dagli ormoni FSH e LH, di cui parleremo in seguito.

Durante il ciclo mestruale, i livelli di estrogeni raggiungono il loro picco dopo la fine della mestruazione, vengono prodotti dal follicolo dominante e a loro volta inducono il picco di LH che provoca l’ovulazione. La loro funzione è quella di far accumulare sangue e sostanze nutritive lungo la parete uterina per creare un ambiente favorevole all’impianto di un’eventuale ovulo fecondato. Inoltre, per agevolare l’attività degli spermatozoi e favorire il concepimento, stimolano la produzione del cosiddetto muco cervicale fertile, fluido e viscoso, e inducono una leggera dilatazione del collo dell’utero.

Ci sono tantissime altre funzioni svolte dagli estrogeni per garantire il buon funzionamento del corpo femminile: mantengono in salute l’apparato genitale evitando l’atrofizzazione della mucosa e la conseguente secchezza vaginale poiché fanno aumentare la vascolarizzazione delle mucose e la produzione di collagene, sostanza che da tonicità e salute al tessuto che ricopre l’interno dei genitali (letteralmente “trofismo” significa nutrimento, gli estrogeni grazie a collagene e sostanze veicolate della vascolarizzazione locale nutrono la mucosa, e questo implica anche una buona capacita di lubrificazione della parete vaginale). Contribuiscono anche a mantenere la densità ossea e quindi uno scheletro forte e resistente, e stimolano la produzione di collagene, che rende elastici i tessuti.

Gli estrogeni naturali sono tre: l’estradiolo, prodotto dalle ovaie in età fertile, l’estriolo, prodotto dalla placenta durante la gravidanza, e l’estrone, che mantiene livelli più alti in menopausa.

Gonadotropine

Le gonadotropine sono una famiglia di tre ormoni la cui funzione è quella di stimolare l’attività delle gonadi, cioè degli organi riproduttivi (sia femminili che maschili): vediamo quali sono.

All’inizio del ciclo mestruale l’ipofisi, una piccola ghiandola che regola gli ormoni in tutto il corpo, attiva la secrezione dell’ormone follicolo-stimolante o FSH (dall’inglese follicle-stimulating hormone), la cui funzione è appunto quella di stimolare l’attività dei follicoli, ovvero delle cavità all’interno delle ovaie in cui si sviluppano le cellule uovo. Quando il follicolo dominante rilascia l’ovulo maturo e pronto ad essere fecondato, gli altri rilasciano delle sostanze in grado di ridurre progressivamente la produzione di FSH (feedback negativo) e si ritirano.

Intorno alla metà del ciclo entra in gioco l’ormone luteinizzante o LH (luteinizing hormone), che porta all’ovulazione vera e propria: il picco di ormone LH induce la rottura del follicolo e il rilascio dell’ovulo maturo, che attraversa la tuba di Falloppio per arrivare nella cavità uterina. Qui vive circa 12-24 ore, in attesa di un eventuale fecondazione. Dopodiché, il follicolo collassa e si trasforma in corpo luteo, una ghiandola “temporanea” che rilascia altri ormoni fino al momento della luteolisi, la sua autodistruzione.

Curiosità: questi sono gli stessi ormoni che nell’uomo stimolano la spermatogenesi, cioè la formazione di nuovi spermatozoi. Si tratta quindi di valori importanti nella valutazione della fertilità di entrambi i partner.

Tra le gonadotropine c’è anche l’ormone corionico o HCG (Human chorionic gonadotropin), la cui produzione si attiva solo in caso di gravidanza e serve essenzialmente allo sviluppo dell’embrione.

Progesterone

Quando l’ovulazione è conclusa, il follicolo rimasto vuoto (corpo luteo) inizia a produrre il progesterone, che ha la funzione di modificare il rivestimento dell’utero per prepararlo a un’eventuale gravidanza. In caso di concepimento e quindi gestazione in corso, la placenta produce grandi quantità di progesterone per impedire nuove ovulazioni, inibire le contrazioni dei muscoli involontari che circondano l’utero e bloccare la risposta immunitaria materna che altrimenti tratterebbe l’embrione come un corpo estraneo.

Nel corso di un normale ciclo mestruale, alti livelli di progesterone sono responsabili anche di una serie di “effetti collaterali” tra cui: iperproduzione di sebo, quindi pelle più oleosa e possibile comparsa di brufoli o punti neri, ritenzione idrica e fastidi intestinali come gonfiore, nausea, colite, stitichezza o diarrea.

La cosiddetta sindrome premestruale, cioè quell’insieme variegato di sbalzi d’umore, mal di testa, tensione al seno, stanchezza e via dicendo che si verifica nei giorni che precedono l’arrivo delle mestruazioni, è dovuta alla combinazione di alti livelli di progesterone e aumento del livello di estrogeni.

Se vuoi saperne di più, leggi anche l’approfondimento Ciclo mestruale: cosa succede al tuo corpo!

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