Ciclo mestruale Menopausa

Una raccolta di tutte le risposte ai dubbi e alle curiosità sul ciclo mestruale.

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Menopausa: ecco come viverla in modo sereno

La menopausa è il momento della cura di sé e dei propri bisogni: ecco come affrontarla al meglio.

Amiche

Serenità, benessere e menopausa dovrebbero essere parole perfettamente collegate tra loro.

La menopausa indica un passaggio fondamentale nella vita di una donna, il momento in cui l’ovaio smette di produrre ormoni e l’organismo rimane sì privo di questi preziosi sostegni, ma anche libero dal continuo fluttuare ormonale cui è sottoposto per tutta la vita fertile.

Infatti dalla prima mestruazione alla menopausa ogni donna produce in maniera sequenziale estrogeni e progesterone, due ormoni che provocano la liberazione dell'ovulo e, in caso di gravidanza ne accompagnano l'evolversi, mentre in caso contrario provocano la mestruazione mensile. In un'epoca variabile tra i 48 e i 55 anni questo alternarsi di messaggi ormonali si esaurisce, e l'organismo femminile si adatta ad un nuovo equilibrio più stabile.

Per inquadrare questo momento nella vita di una donna possiamo dividere la storia individuale in tre fasi:
i primi venticinque anni della vita sono caratterizzati da inconsapevolezza e accudimento ricevuto, infatti in linea di massima ci sarà qualcuno che si prende cura di noi e il corpo stesso ha una potenzialità di autogestione e autocura molto efficace, quante volte capita di dire “ah quando avevo 20 anni potevo dormire 5 ore, neanche me ne accorgevo!”;
i secondi venticinque anni sono solitamente caratterizzati da impegno e accudimento altrui, sono gli anni in cui si dà inizio alla propria vita sociale, di relazione, professionale, ci si occupa di genitori anziani e figli piccoli, di amici e colleghi, di capi e dipendenti, con un immenso utilizzo di energie tutte rivolte all’esterno;
nei successivi venticinque anni si colloca la menopausa, e sono quelli caratterizzati da consapevolezza e accudimento di sé, sono gli anni in cui ciò che si è costruito viene consolidato e vissuto, e il corpo chiede tempo per sé, per essere ascoltato e sostenuto.

Come prendersi cura di sé lo si può comprendere solo ascoltando se stesse, percependo i propri bisogni e imparando a rispondere alle proprie esigenze.
Il primo passo è riconoscere i cambiamenti fino in fondo, senza spaventarsi: la percezione profonda di cosa cambia può rendere più chiaro ciò che è peggiorativo e cosa migliorativo. Vi saranno disturbi quotidiani quali vampate di calore e insonnia che si portano dietro disturbi dell’umore. Questi sintomi possono essere inquadrati e gestiti insieme al proprio ginecologo (esistono integratori e farmaci che possono aiutare a ridurli e tollerarli), ma tutto inizia con un’alimentazione adeguata, ricca di antiossidanti e acidi grassi polinsaturi (frutta secca, semi, pesce, olio di oliva), con la programmazione di attività fisica adeguata (ginnastica posturale, joga, pilates, ma anche ballo o attività all’aperto) che aiuti l’organismo a mantenere il proprio equilibrio, ad eliminare le tossine e reagire meglio alla fatica; l’attività fisica andrà scelta rispettando le proprie inclinazioni per essere piacevole, dovrà accostare la ricerca del proprio benessere mentale oltre che fisico e, soprattutto, non dovrà essere usurante per le articolazioni. Accanto a questo approccio organico è importante anche lavorare sulla propria percezione del disagio che le vampate di calore e l'insonnia potranno generare; infatti questi sintomi compaiono in una fase della vita in cui le donne sono lavorativamente e socialmente attive e generano un profondo disagio, sia per la sensazione corporea che le accompagna sia per l'imbarazzo che generano.

Questo disagio emotivo ha un impatto forte anche sul corpo. In Paesi nord europei, dove il significato della femminilità è meno legato alla fertilità, questi sintomi vengono vissuti con meno apprensione e hanno meno impatto sulla qualità di vita, questo significa che si può imparare a scaricare almeno della componente simbolica e ansiogena questo sintomo già di per sé fastidioso.

Una strategia su più fronti può essere molto utile anche per la gestione del cambiamento del peso corporeo, infatti nei primi anni di carenza estrogenica il corpo subisce una modificazione di forma, con un accumulo di grasso viscerale e nella parte alta del corpo. In questa fase è utile seguire una dieta che prediliga proteine vegetali e non vada ad appesantire il metabolismo dell'insulina. Preziosa in questo periodo è la collaborazione con un nutrizionista o un endocrinologo che riesca a prevenire e gestire eventuali squilibri metabolici dovuti al cambiamento ormonale. Ciò cui si deve aspirare è un nuovo comportamento alimentare tarato sulle esigenze di un organismo differente, un organismo che ha necessità precise, vitamine D e K, selenio e miriadi di altri oligoelementi essenziali e, al contempo, un organismo con esigenze di consumo inferiori a prima.

Accanto a questi cambiamenti ve ne è un altro non meno importante ma più nascosto, la diminuzione di collagene a livello dei genitali e dei legamenti che sostengono gli organi pelvici, questo comporta atrofia vaginale e rischio prolasso a medio termine. Il problema di questo sintomo è che viene spesso sottovalutato, invece ha un'enorme importanza nel benessere femminile; infatti una mucosa trofica garantisce sensibilità e salute dei genitali e della componente sessuale della vita di relazione, salute e protezione rispetto ad infezioni vaginali e cistiti, sostegno e prevenzione di incontinenza e prolasso. In questo ambito le soluzioni sono innumerevoli, ovviamente tanto più semplici ed efficaci quanto prima la donna si rende conto del problema. Esistono terapie locali con semplici idratanti vaginali o prodotti medicati con ozono, acido ialuronico, vitamina E, adatti a differenti esigenze; si passa poi a soluzioni farmacologiche con farmaci che mimano l'effetto degli estrogeni, fino ad arrivare all'utilizzo del laser con azione riepitelizzante.

Per concludere la menopausa è un periodo di grande cambiamento ma anche di grande evoluzione della donna.

Un approccio multidisciplinare è fondamentale ma non è semplice, richiede riconoscimento dei propri bisogni e consapevolezza, tutte cose a cui le donne non sono abituate, sempre impegnate ad ascoltare, rispondere e prendersi cura degli altri, ma è un passaggio molto importante e un’occasione preziosissima nella propria evoluzione di donna: è il momento in cui si può scegliere che donna si desidera essere per i prossimi anni della nostra vita.

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