Se sei entrata in menopausa da qualche anno ma stai notando delle perdite ematiche, scopri le possibili cause e quando rivolgerti al ginecologo
In questo articolo:
Possono tornare le mestruazioni in menopausa? La risposta è no, ma per poter capire meglio cosa ci succede in questa fase della vita femminile dobbiamo definire e comprendere il significato di menopausa, che rappresenta il momento in cui scompaiono definitivamente le mestruazioni perché l’ovaio non produce più ormoni.
Come funziona il ciclo ovarico e uterino
Dalla pubertà per tutta la vita fertile, le ovaie selezionano ogni mese un ovulo che, in circa 14 giorni, arriva a maturazione grazie agli stimoli ormonali. Con l’ovulazione, l’ovulo viene liberato (ciclo ovarico). Contemporaneamente, l’utero prepara l’endometrio seguendo gli stimoli di ovaio e ipofisi (ciclo uterino). Se non avviene la fecondazione, l’ovulo viene eliminato e l’utero espelle il materiale preparato sotto forma di mestruazione, concludendo il ciclo. Nella fase avanzata della vita fertile questo processo diventa meno efficace: le ovulazioni possono mancare, gli ormoni possono essere prodotti in modo anomalo e la seconda fase del ciclo variare, causando flussi scarsi e prolungati o abbondanti e irregolari.
Menopausa e premenopausa
Quando questa irregolarità si prolunga e si intervalla a momenti di amenorrea, cioè assenza di flussi, o di emorragia, si entra nella fase denominata premenopausa, fino al momento in cui i flussi mestruali cesseranno del tutto dando inizio alla menopausa vera e propria.
Per definire e diagnosticare l’inizio della menopausa è necessario attendere dodici mesi di assenza di flussi e verificare tramite esami ematochimici l’aumento dell’FSH e il decremento dell’estradiolo.

Mestruazioni in menopausa dopo due anni (o meno)
Menopausa: ecco come viverla in modo sereno
LeggiNei primi due anni di menopausa possono verificarsi sanguinamenti definiti perdite ematiche atipiche, in attesa che il nuovo equilibrio ormonale si consolidi. Il significato di queste perdite è variabile: può trattarsi di un naturale sbalzo ormonale o, nei casi più severi, di un tumore dell’endometrio. È quindi fondamentale non sottovalutare mai questo sintomo. Normalmente, gli estrogeni fanno proliferare l’endometrio e il progesterone ne regola la crescita. Quando il progesterone manca, la proliferazione cellulare diventa disordinata e fuori controllo. Ciò può dare origine ad alterazioni del tessuto, polipi benigni o proliferazioni tumorali.
Fluttuazioni e fattori di rischio
In tutti i cicli della premenopausa in cui non avviene ovulazione, accade che la spinta degli estrogeni non sia bilanciata dal progesterone e le perdite di sangue siano dovute a fluttuazioni degli estrogeni, se questo si prolunga è bene fare dei controlli in modo che il ginecologo possa valutare l’equilibrio ormonale e, se necessario, sostenerlo con rimedi che possono spaziare dalla terapia ormonale alla fitoterapia all’omeopatia a seconda della necessità. A maggior ragione dopo la menopausa, quando ci si aspetta che l’attività ovarica sia completamente spenta, avere uno stimolo estrogenico non compensato può generare dei rischi, questo accade facilmente in pazienti in sovrappeso poiché il tessuto adiposo produce proprio estrogeni, e può essere l’origine di tale stimolo disordinato; allo stesso modo ci sono altri organi che producono o trasformano gli ormoni dando origine ad una presenza di estrogeni che va monitorata.
Il sanguinamento diviene quindi un segno molto importante, da non sottovalutare.
Mestruazioni in menopausa dopo cinque anni (o più)
Vi sono anche casi in cui tale sanguinamento accade in età avanzata e più distante dall’inizio della menopausa, più sarà lontana in termini di tempo la perdita di sangue meno sarà giustificata e quindi a maggior ragione da indagare.
Diagnostica e tipologia di esami
Le perdite ematiche atipiche vanno sempre riferite al ginecologo. La visita iniziale serve a escludere che il sanguinamento derivi da problemi vaginali, polipi cervicali, atrofia o lesioni. In questa sede si può eseguire un pap test per escludere patologie del collo dell’utero. Un’ecografia pelvica aiuterà poi a valutare l’endometrio e l'eventuale presenza di polipi o formazioni uterine. Per approfondire, si può ricorrere all’isterosonografia, utile per individuare un polipo o un mioma cavitario. Il grado successivo è l’isteroscopia, che tramite una fibra ottica inserita nell’utero permette di eseguire biopsie dell’endometrio per un esame istologico necessario a escludere lesioni tissutali.
Conclusioni e gestione dei sintomi
Accanto a questi esami che vanno a studiare il sintomo da vicino, è utile sottoporsi ad esami ormonali che svelino eventuali fluttuazioni alla base del disturbo.
Alla luce di tutto questo la cosa importante è che le donne in menopausa, soprattutto dopo i primi due anni dalla diagnosi, si svincolino dal concetto di mestruazione, e non leggano più la perdita di sangue come perdita mestruale, che ha significato tranquillizzante e naturale, ma entrino nell’ottica che una volta che il processo di menopausa ha inizio rimane costante, perciò le perdite di sangue devono rientrare tra i sintomi di allerta che hanno per tutti gli altri organi. Se la perdita di sangue viene segnalata tempestivamente, e ne viene compresa e valutata la causa, le alterazioni possono essere tranquillamente gestite con terapie adeguate, di tipo farmacologico o chirurgico, o anche con la semplice osservazione nel tempo.
Desideri altri consigli su come affrontare questa fase della tua vita di donna? Leggi anche il nostro articolo Menopausa: ecco come viverla in modo sereno.
Domande frequenti sulle mestruazioni in menopausa
Possono tornare le mestruazioni in menopausa?
La risposta è no. La menopausa rappresenta il momento in cui le mestruazioni scompaiono definitivamente perché l’ovaio non produce più ormoni. Ogni perdita di sangue in questa fase viene definita perdita ematica atipica.
Cosa significa se ho perdite nei primi due anni di menopausa?
Nei primi due anni è possibile che si verifichino sanguinamenti dovuti a un residuo di attività ovarica o sbalzi ormonali. Anche se frequenti, è prudente non sottovalutarli mai e riferirli al ginecologo.
Perché il sanguinamento dopo 5 anni di menopausa è più serio?
Più tempo passa dall'inizio della menopausa, meno la perdita è giustificata dall'attività delle ovaie (che dovrebbero essere a riposo). In questi casi è fondamentale indagare cause come polipi, atrofia o alterazioni del tessuto endometriale.
Quali esami servono per indagare le perdite in menopausa?
Il ginecologo può procedere con una visita, il pap test, un'ecografia pelvica e, se necessario, approfondimenti come l'isterosonografia o l'isteroscopia con biopsia per un esame istologico del tessuto.
Il sovrappeso influisce sulle perdite in menopausa?
Sì. Il tessuto adiposo produce estrogeni. Se questi non sono bilanciati dal progesterone, possono stimolare in modo disordinato l'endometrio, generando rischi che vanno monitorati con attenzione.